sabato 14 aprile 2012

Dieci Libri da Leggere: Normanna Albertini

Questi sono i dieci titoli che Normanna ha selezionato, tra i tantissimi libri che ha letto, per la nostra rubrica Dieci Libri da Leggere. Grazie, Normanna!

Il primo libro che ho letto, a sei anni, in una settimana, è stato “Le avventure di Pinocchio” di Carlo Lorenzini (Collodi), un colpo di fulmine; il secondo, tutto, dalla Genesi all’Apocalisse, è stata la Bibbia, sempre sui sei/sette anni.
Poi credo di aver letto un libro al giorno (quelli per ragazzi) e ho continuato così per tutta la vita.
Allora vediamo un po’ di narrativa e poesia alla rinfusa, i libri che più mi hanno segnato nell’animo, ma anche, ora, come scrittrice:
Lavorare stanca, Paesi tuoi, Feria d’agosto, La luna e i falò, Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, Dialoghi con Leucò di Cesare Pavese (veramente, li ho letti tutti, ma scelgo questi).
L’esclusa, Uno, nessuno e centomila, Novelle per un anno di Luigi Pirandello (anche di lui ho letto praticamente tutto…)
Storia di una capinera, Eros, I malavoglia e poi le novelle: La Roba, Rosso Malpelo, Novelle rusticane di Giovanni Verga
Niente di nuovo sul fronte occidentale, Arco di trionfo, Tempo di vivere tempo di morire, La via del ritorno, Ama il prossimo tuo, Il cielo non ha preferenze, di Erich Maria Remarque
Le avventure di Huckleberry Finn,  Le avventure di Tom Sawyer di Mark Twain
I ragazzi della via Paal di Ferenc Molnàr
Love Poems and Others, Figli e amanti di David H Lawrence
Il mulino del Po di Riccardo Bacchelli
Moby Dick la balena bianca di Herman Melville
Kim di Rudyard Kipling
Il giardino segreto di Frances E. Burnett
Il placido Don di Michail Aleksandrovič
Ossi di seppia di Eugenio Montale

Scrive Normanna 
«Mille altri ne avrei, ma fermiamoci qui, per ora… Forse sono quelli, davvero, che più ho nel cuore.»
Siamo d'accordo con te. I libri più importanti, quelli che contano davvero, restano nel cuore.
Nei prossimi giorni aggiungerò i titoli anche alla nostra bibliografia.

Saturday reads

Buon giorno e buon week-end.
Passerete questo fine settimana in compagnia di un buon libro?
È tempo di Saturday reads!
Fate un salto sul blog e rispondete a questo post lasciando un commento sulle vostre letture!

venerdì 13 aprile 2012

Nuvole

Oggi mi sono alzato. Capita tutti i giorni. Jara ed Ester dormivano ancora.
Questa mattina il tempo era pieno di nuvole.
Il cielo era pieno di nuvole.
Sono andato a scuola e ho guardato fuori ancora una volta.
Le nuvole.
Poi mi sono ricordato di un pittore inglese che si chiama John Constable.
Ogni giorno usciva all'aperto con un quaderno in mano e una matita.
A cercare le nuvole guardando sempre in alto.
E camminando sulla terra che solo in apparenza si muove.
Il cielo resta fermo e sono le nuvole che si muovono.
Al vento del pennello, della matita di Constable.
Studioso di nuvole come scrive Billy Collins in una sua poesia.

Ho fatto vedere ai miei studenti le immagini da google.
Dei cieli e delle nuvole di Constable.
Ho letto la poesia di Collins dove racconta di tutto questo che ho scritto.
Del fatto che il suo cielo e le sue nuvole siano ancora qui che viaggiano e che con quel cielo ciascuno di noi può mettere in fila i suoi pensieri.
Come succede in un alto, universale soffitto azzurro.

Poi la mattina è finita e io sono uscito da scuola e sono salito in macchina e prima di chiudermi dentro ho gurdato in alto le nuvole.
Quando sono arrivato a casa tutte le nuvole erano diventate pioggia.
Ma ancora ce n'erano in cielo.
Ancora.
Le nuvole.

Un pensiero sui detti popolari

Molte volte mi sorprendo a riflettere sui detti popolari e di come, magicamente riescano ad essere sempre veri, nonostante i tempi siano cambiati e nonostante l'umanità sia cambiata.
Da un lato, credo sia bello. Vuol dire che la saggezza e l'esperienza delle generazioni passate non è andata perduta ed è ancora valida, perché... è vero che bisogna guardare al futuro, ma avere uno specchietto retrovisore per non dimenticare quello che è accaduto prima non fa mai male.
Da un altro punto di vista, però, penso che in fondo l'umanità non cambia mai con i suoi pregi, ma soprattutto i suoi difetti. Essi ritornano sempre, a volte si accentuano alcuni, a volte sbucano fuori altri, a volte di nuovi.
Lo so, è una visione prevalentemente pessimistica dell'uomo nel suo insieme, ma se uno si ferma a pensare davvero si accorge che i picchi di genialità positiva sono pochi e rimangono molto impressi nella memoria e nella storia (perfortuna!!). Se si si pensa, per esempio, alla parola guerra, ci si accorge che se ne potrebbero citare a bizzeffe, prese in ogni periodo storico rilevante. E' un triste trovare che una delle parole più brutte che io conosca sia, invece, così presente nel DNA della storia dell'umanità. Guerra o atroce desiderio di prevaricare l'altro (io la definirei). Combattere per ottenere ciò che vuoi è, probabilmente uno degli istinti primordiali che si conservano di più nell'homo sapiens, però è anche quello che si è portato di più all'eccesso negativo.
Oggigiorno, credo che si dia poco peso e poco spazio alla saggezza popolare (molte volte a favore del populismo, che non è proprio la stessa cosa...). Forse sarebbe salutare, culturalmente e umanamente parlando, tornare a ridare la giusta attenzione a queste perle di vita vissuta.
Io, a volte, lo faccio. e poi mi sento meglio.
:-)

Dieci Libri da Leggere: Chiara Guidarini

Questi sono i dieci libri consigliati da Chiara Guidarini, autrice di Io Virginia e Alchemia.
Sono i libri che sono stati fondamentali per la sua formazione (Chiara scrive "ancora in corso!").
Grazie Chiara, per la lista e la disponibilità a collaborare con il progetto!
...e ora, la parola ai libri!

  1. Le Nebbie di Avalon di Marion Zimmer Bradley
  2. La grotta di cristallo (trilogia di Merlino) di Mary Stewart
  3. Il dardo e la rosa (trilogia di Kushiel) di Jaqueline Carey
  4. Excalibur (Saga) di Bernard Cornwell
  5. Torre Nera (Saga) di Stephen King
  6. Intervista col vampiro di Anne Rice
  7. I pilastri della terra di Ken Follett
  8. Il terzo gemello di Ken Follett
  9. Il nome della rosa di Umberto Eco
  10. La coscienza di Zeno di Italo Svevo
Aggiungiamo i libri anche alla nostra bibliografia.

mercoledì 11 aprile 2012

Scrittura in Pillole: il sasso nello stagno

Queste sono altre due citazioni che ho tratto dalla Grammatica della fantasia di Gianni Rodari.
Provengono dal secondo capitolo, intitolato, appunto, Il sasso gettato nello stagno.
«Un sasso gettato in uno stagno suscita onde concentriche che si allargano sulla sua superficie, coinvolgendo nel loro moto, a distanze diverse, con diversi effetti, la ninfea e la canna, la barchetta di carta e il galleggiante del pescatore. Oggetti che se ne stavano ciascuno per conto proprio, nella sua pace o nel suo sonno, sono come richiamati in vita, obbligati a reagire, a entrare in rapporto tra loro. […] Quando poi tocca il fondo, sommuove la fanghiglia, urta gli oggetti che vi giacevano dimenticati, alcuni dei quali ora vengono dissepolti, altri ricoperti a turno dalla sabbia. Innumerevoli eventi, o microeventi, si succedono in un tempo brevissimo.»
«Non diversamente una parola, gettata nella mente a caso, produce onde di superficie e di profondità, provoca una serie infinita di reazioni a catena, coinvolgendo nella sua caduta suoni e immagini, analogie e ricordi, significati e sogni, in un movimento che interessa l’esperienza e la memoria, la fantasia e l’inconscio e che è complicato dal fatto che la stessa mente non assiste passiva alla rappresentazione, ma vi interviene continuamente, per accettare e respingere, collegare e censurare, costruire e distruggere.»