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lunedì 13 gennaio 2014

Scrivo.me | Pop Publishing

Si chiama Scrivo.me, è un'iniziativa del gruppo Mondadori. Un blog dove si parla di scrittura e self-publishing. Un luogo in cui allenarsi, apprendere, scambiare idee.

Scrivo.me è suddiviso in luoghi, "Spazi in cui imparare, esercitarsi, discutere". C'è anche un'edicola, in cui vengono pubblicati articoli sulle ultime tendenze dal mondo del "pop-publishing".I luoghi sono tre, La Palestra, L'Officina e Il Salotto.

La Palestra è lo spazio per allenare le nostre capacità di scrittori, per capire di quali esercizi abbiamo bisogno, per ascoltare i consigli degli esperti. Clicca sul titolo di ciascuna rubrica e comincia a leggere.


In Officina si trovano tutti gli attrezzi che servono all’autopubblicazione: la grafica, il marketing, le tecnologie digitali… Entra e prendi quello che ti serve!



Entra nel Salotto e partecipa alle discussioni letterarie: di’ la tua sui libri che hai letto (o su quelli che hai scritto), leggi le critiche e le recensioni, unisciti ai dibattiti degli esperti!

Ciascun luogo ospita delle rubriche dedicate a diversi temi e/o aspetti della scrittura e della pubblicazione. Non una piattaforma di self-publishing; del resto Mondadori si appoggia su Kobo per quanto concerne questo aspetto; non un'agenzia di servizi editoriali. Semplicemente un blog in cui ritrovarsi, imparare, discutere, nel quale il gruppo Mondadori mette al servizio dei lettori la sua expertise. Come si legge nella loro pagina Chi siamo "Scrivo.me  è il portale del pop-publishing del Gruppo Mondadori dedicato alla scrittura e alla pubblicazione digitale." e "L’idea di Scrivo.me nasce dall’esplosione delle occasioni di scrittura innescata dal web e dai social network. La crescita del self-publishing è stata altrettanto esplosiva, ma ha spesso trascurato gli standard minimi di qualità, sia per chi scrive che per chi legge."
Perché non approfittarne? Io frequento il sito già da un po' e mentre è un po' deboluccio per quanto riguarda l'interazione, devo dire che trovo il sito in generale e i contenuti piuttosto ben fatti.
Un sito da tenere d'occhio.

I miei articoli preferiti
Concludo questa panoramica su Scrivo.me segnalando alcuni pezzi che mi sono particolarmente piaciuti:

lunedì 4 novembre 2013

10Libri | Per scrivere (bene) in italiano

La grammatica non è un'opinione e scrivere bene in italiano è un ottimo biglietto da visita, soprattutto se puntate a svolgere professioni legate al mondo dell'istruzione, dell'editoria e della comunicazione; ma anche se la vostra vita non si svolge in mezzo ai libri o cercando di educare una folla di ragazzini urlanti, sapere scrivere (e parlare) bene in italiano (o nella propria lingua madre) è un'abilità fondamentale per l'individuo. Così ecco qui una lista di libri amorevolmente ❤ compilata da me per aiutarvi a migliorare il vostro italiano (o a rispolverare quelle nozioni arrugginite di grammatica che vi tormentano dai tempi della scuola). Senza dimenticare l'italiano 2.0. ~ ♫

  1. Massimo Birattari, Benvenuti a Grammaland, Feltrinelli KIDS, 2011
  2. Massimo Birattari, La grammatica vi salverà la vita, Feltrinelli KIDS, 2012
  3. Giuseppe Patota, Prontuario di grammatica. L'italiano dalla A alla Z, Laterza, 2013
  4. V. Della Valle, G. Patota, Piuttosto che. Le cose da non dire, gli errori da non fare, Sperling&Kupfer, 2013
  5. Beppe Severgnini, L'italiano. Lezioni semiserie, BUR Rizzoli, 2007
  6. S. Fornasiero, S.T. Goldman, Scrivere l'italiano. Galateo della comunicazione scritta, Il Mulino, 1994
  7. Roberto Lesina, Il Nuovo Manuale di Stile, Zanichelli, 2007
  8. Luisa Carrada, Lavoro, dunque scrivo!, Zanichelli, 2012
  9. Bice Mortara Garavelli, Prontuario di punteggiatura, Laterza, 2003
  10. Giuseppe Antonelli, L'italiano nella società della comunicazione, Il Mulino, 2007
Bonus track
Per gli aspiranti insegnanti (di scuola primaria e secondaria):
Paolo E. Balboni, Italiano lingua materna. Fondamenti di didattica, UTET, 2006

sabato 12 ottobre 2013

Webmaking101 ∞ Scrivere sul web #3

Bentornati sulle webpagine della rubrica Webmaking101. Con questo post si conclude la serie di consigli sulla scrittura per il web, liberamente adattati da Il mestiere di scrivere di Luisa Carrada.
Rinnovo ancora una volta l'invito a leggere il libro, disponibile anche in ebook e a seguire il blog di Luisa.
Oggi parliamo di come scegliere il titolo di un sito web/blog, dell'uso dei grassetti, della funzione dei link, della tagline e del metodo della piramide rovesciata.

Il titolo (del sito web/blog)
Ha una funzione importante, quella di incantare e incuriosire il lettore.
È il biglietto da visita del nostro sito web/blog.
Deve soddisfare due caratteristiche: essere a) informativo e b) memorabile.
Deve parlare del contenuto, attirare l'attenzione ed essere breve ed incisivo.
Se ad esempio scrivo:

Il magico superlativo delizioso mondo delle fantastiche creazioni pasticcere dell'incredibile inimitabile mago delle torte, dei biscotti, dei bigné e delle brioches {vi siete persi? :P}

Sweetopia*

Quale dei due titoli secondo è più efficace?

La grafica di testata di Sweetopia

I grassetti
Sui grassetti non c'è molto da dire, ma utilizzateli con parsimonia, perché non devono essercene troppi sulla pagina, giusto il minimo indispensabile. La loro funzione è guidare la lettura dell'articolo o del post, soprattutto se si tratta di un testo lungo e complesso.**

I link
“I link sono la linfa vitale, la quintessenza del web.„
“Senza link non c'è ipertesto, non c'è azione, non c'è aspettativa né sorpresa.„
“Un link è un servizio e un dono, da scegliere con cura, collocare nel punto giusto, accertarsi che continui a funzionare nel tempo.„
da Il mestiere di scrivere, p. 109 {versione iBooks}

I link forniscono:
  • informazioni supplementari
  • approfondimenti
  • pagine del sito che trattano argomenti simili
  • opinioni altrui
  • spiegazioni, glossari, voci di enciclopedia
I testi dei link devono dei piccoli capolavori di scrittura persuasiva, devono essere chiari e tenere conto del testo che gli sta intorno, per accompagnarlo e valorizzarlo. Il link deve andare incontro alle aspettative del lettore, non intralciarlo nella lettura. Linkare bene è anche un modo per alleggerire il testo. Infine, un buon link deve essere specifico, cioè rimandare a un contenuto pertinente. Siccome chiama un'azione, è meglio collocarlo alla fine della frase e non all'inizio.

La tagline
È la frase o slogan che accompagna il logo o la testata (nei blog è il campo 'sottotitolo' oppure 'motto' - dipende dalla piattaforma). La sua funzione è evocare, attrarre, promettere.

La piramide rovesciata
Il metodo della piramide rovesciata stabilisce delle priorità nel testo: in alto e per primo va il testo più breve ma che contiene l'informazione più importante, verso il fondo invece vanno inseriti i dettagli e testi più lunghi. La struttura è la stessa di un articolo di giornale: titolo, sommario, attacco, testo.



La prossima serie di post sarà dedicato a grafica e design di un sito web/blog. Stay tuned! ;)

*Sweetopia è un sito molto carino con tanti consigli per chi ha l'hobby di decorare dolci e dolcetti.

**“I documenti lunghi stanno vivendo un vero e proprio rinascimento e, nella stratificazione del testo sul web, costituiscono lo strato più ricco e profondo, quello che soddisfa il desiderio di informazioni e dettagli degli utenti più esigenti.„ 
da Il mestiere di scrivere, p. 148 {versione iBooks}

domenica 6 ottobre 2013

Webmaking101 ∞ Scrivere sul web #2

Bentornati sulle webpagine di Webmaking101 per la seconda puntata di Scrivere sul web.
Il testo di riferimento come sapete è Il mestiere di scrivere di Luisa Carrada. Rinnovo dunque l'invito a leggere il testo e a seguire il suo blog.
Oggi vi propongo una riflessione su come cambia la lettura sul web.

Il colpo d'occhio
Sul web l'aspetto visivo di un testo è fondamentale. È il suo biglietto da visita. Dal colpo d'occhio il lettore ricava una prima impressione del testo e il colpo d'occhio è sempre visivo.

“Le parole, prima ancora di leggerle, le guardiamo.„*

La prima cosa che facciamo all'apertura di una pagina è esplorarla per segnali testuali, alla ricerca di ciò che ci interessa: questi segnali costituiscono il primo livello di lettura e comunicano a colpo d'occhio il contenuto della pagina. Ma quali sono?
Gli occhi, ad apertura di pagina, sono attirati per prima cosa da titoli e sottotitoli, che devono formare un blocco unico e catturare l'attenzione del lettore.
Se un titolo cattura, il lettore prosegue nella lettura. Ma anche il sottotitolo è fondamentale nell'economia del testo perché funge da cerniera tra titolo e testo.

“Sia nei titoli sia nei sottotitoli, la tendenza è a leggere solo le prime due o tre parole, le preferite anche dai motori di ricerca.„

Dopo il titolo e il sottotitolo viene l'abstract, un breve paragrafo che contiene tutte le informazioni necessarie perché il lettore si faccia un'idea di ciò di cui tratterà il testo.
Un buon abstract gioca un ruolo chiave nell'incoraggiare il lettore a proseguire la lettura.
È importante tenere presente anche la lunghezza dei paragrafi:

“Gli articoli scritti con paragrafi brevi hanno il doppio dei lettori di quelli scritti con paragrafi lunghi.„

NB: sul web sono apprezzate anche le forme testuali alternative come faq, timeline, liste e didascalie.

“Apprezziamo sempre di più i testi organizzati per segnali all'interno della pagina, e per strati successivi, da sfogliare e leggere l'uno dopo l'altro, come in tre dimensioni.„

NB: sul web senza un buon paratesto anche il testo più interessante rischia di passare inosservato.

Un testo perfettamente leggibile sul web.


Dalla carta al web: cosa cambia?
Sul web cerchiamo testi incisivi, chiari, puliti, nei quali titoli, sottotitoli, immagini, colori, link, didascalie, elenchi, grassetti, e blocchi di testo comunichino subito il contenuto e ci aiutino nella lettura e nell'approfondimento. Testi leggeri e ariosi, con spazi bianchi ai lati e doppio spazio tra i paragrafi, che prediligano una sintassi semplice e piana e l'utilizzo di parole brevi, semplici, quotidiane.

“Se l'obiettivo è informare con chiarezza è meglio orientarsi verso una sintassi semplice, osservando la "legge della vicinanza": tenete insieme soggetto, verbo, complemento oggetto.„

Per concludere, i miei tips preferiti, tra i consigli di Luisa per la scrittura web:
  • Usate le parole di tutti i giorni.
  • Usate verbi semplici e preferite la forma attiva.
  • Utilizzate gli avverbi con parsimonia. 
  • Lavorate sul suono, sull'ordine delle parole e soprattutto sulla lunghezza delle frasi.
Note
*Tutte le citazioni vengono da Il mestiere di scrivere di Luisa Carrada, ed. Apogeo, 2008

giovedì 19 settembre 2013

#Webmaking101∞ Scrivere sul web #1


“Siamo una vera text-generation, che lavora, impara e comunica soprattutto leggendo e scrivendo.„ 
~ Luisa Carrada, Il mestiere di scrivere 
Mi piace questa frase, mi ci riconosco. L’apprendimento per me è sempre stato legato ai libri, dai sussidiari delle elementari fino ai manuali e ai saggi dell’università.
Per imparare cose nuove al di fuori del curriculum universitario, ad esempio il linguaggio di programmazione Python, mi sono affidata a un manuale cartaceo e a vari supplementi digitali di tipo testuale (manuali in ebook e articoli/post da siti o blog specializzati).
Anche la scrittura ha un ruolo importantissimo nel mio percorso di apprendimento: fisso i concetti scrivendoli sulla pagina bianca di un quaderno e poi riordino e sintetizzo sul computer.
Per tenermi informata uso un mix di social media e app “leggi più tardi” (Pocket, Instapaper, Readability).
Persino per lo svago mi riservo sempre qualche ora della giornata per leggere un buon libro.
Ma vediamo le conseguenze che questa affermazione ha sul modo di leggere (e scrivere) sul web. Luisa continua il discorso text-generation con una seconda affermazione, che trovo del tutto condivisibile:
“I testi, prima di leggerli, ormai li guardiamo e il loro aspetto visivo diventa importante quanto i contenuti.„
Riflettiamo su questa affermazione. Con il web e con l’avvento di tablet e smartphone, le notizie non si consumano più esclusivamente sul giornale di carta, ma anche e soprattutto sullo schermo.
Ed è importante che l’aspetto di un testo sia pulito, ordinato, che invogli e faciliti la lettura.
Parlo di notizie, ma il discorso si applica anche a testi di altra natura, ad esempio testi di qualità più personale, o letteraria, o di commento (ecc.) sui blog.
A me capita spesso di abbandonare la lettura di un testo sul web se la pagina che lo ospita è caotica, se ci sono elementi, come colore di sfondo, scelta del carattere, colore del testo, che rendono ostica la lettura. Quindi, con l’avvento del web (e dei device) diventa molto importante anche l’aspetto visivo dei testi. Si rende necessario “svuotare i testi dalla zavorra inutile, per rimetterci dentro colori, immagini, ritmi e suoni”.

Il nostro obiettivo è tenere il lettore sulla pagina e questo significa ordine, pulizia, leggibilità.

Inoltre Luisa sottolinea anche un altro aspetto importante della scrittura sul web:
“Non è vero che sul web c'è posto solo per i testi brevi, ma è vero che senza efficaci testi brevi, è difficile trovare e leggere quelli lunghi.„
In pratica sul web acquistano importanza certi accorgimenti, ad esempio l’uso dell’abstract in apertura del testo per catturare l’attenzione del lettore, studiati per facilitare la lettura su schermo e incoraggiare il lettore a continuare la lettura anche di testi lunghi e complessi.
La scrittura sul web sarà argomento dei prossimi post di Webmaking101.
Il manuale di riferimento sarà principalmente “Il mestiere di scrivere” di Luisa Carrada.
Se già non conoscete Luisa, qui ci sono i link al suo blog e al sito de Il mestiere di scrivere:
Il mio consiglio è di frequentare il blog e il sito di Luisa perché sono ricchi di materiali e di spunti per la scrittura sul web e sulla carta; e troverete anche tanti bei consigli di lettura.
Il manuale lo potete trovare anche in versione ebook sui principali store online.

venerdì 16 agosto 2013

Le 50 sfumature dell'inverosimile

Ed eccola qui la recensione!! Tanto decantata e attesa!
Con la speranza di non aver deluso le attese, vi invito a gustarvela tra un ghiacciolo e una fetta d'anguria in questo bel weekend d'estate!
;-)

Prima di iniziare, vorrei precisare che quanto seguirà sarà frutto della mia personale opinione pertanto potrà essere oggetto di discussione o dibattito.
Indipendentemente da questo, spero che quello che andrete a leggere vi possa piacere e divertire.
Auguro a tutti una buona lettura.
Chiara

La trama del libro si può riassumere come segue: la protagonista, Anastasia Steel, si innamora di un uomo più grande di lei, Christian Gray, bello, ricco e apparentemente senza difetti, il quale la trascina in una relazione torbida e sadomaso.

Detto questo, colgo l'occasione per trasmettervi alcuni accorgimenti che mi ha suggerito la lettura del capolavoro all'inverso per evitare alcuni errori che si potrebbero fare durante la stesura di un proprio scritto.

domenica 3 febbraio 2013

Il magico mondo delle e-mail

Heilà gente!

Oggi volevo parlare della scrittura di e-mail, forma ormai consueta e consolidata per comunicare sia nel campo professionale che nel privato.
In particolare, volevo darvi dei consigli (soprattutto frutto della mia esperienza) per scrivere buone e-mail (e fare una discreta figura con l'interlocutore;-)! )

Partiamo dall'inizio: compilate correttamente i campi (mittente, cc,  eventuali ccn) e soprattutto non scordatevi di segnalare l'oggetto della e-mail. E' importante soprattutto in campo professionale. Deve sintetizzare (nel modo migliore possibile) quello che scriverete nel corpo del messaggio e dare un'idea immediata del contenuto all'interlocutore. Se scrivete una mail privata, potete anche ometterlo, ma io vi consiglio di scriverlo ugualmente perchè è comunque un gesto di buona educazione verso chi va a leggere (per esempio, a me ricevere mail senza oggetto dà fastidio).

Se dovete scrivere una e-mail lavorativa:

Nel corpo del messaggio, si spiega in modo più preciso ed esaustivo l'argomento presentato nell'oggetto della mail.
In genere si comincia salutando il destinatario: Gent.mo/ma;  Sig./Sig.a (che va bene sia per signora che signorina), Dott./ssa, M.o (Maestro nel caso vi rivolgeste a professori di musica), On., Ing., Cav. ... insomma inserite la qualifica o la carica del ricevente, se la conoscete. Nel dubbio un Sig./Sig.a va sempre bene.
Quindi comincia il corpo del messaggio nel quale scrivete quello che dovete comunicare.
E' buona norma cercare di scrivere con un tono adatto a colui che state interpellando.
Ricordatevi di comporre il vostro scritto in modo chiaro, sintetico, possibilmente evitando fraintendimenti o frasi poco limpide. Se non vi soddisfa quello che avete scritto, cancellate e riscrivete. La seconda volta, in genere, viene meglio.
Se state continuando una conversazione, quindi ci sono state delle mail in precedenza, rispondete al messaggio (cliccate su rispondi), non scrivete un nuovo messaggio, perché è norma utile avere lo storico dei messaggi a portata di mano del destinatario (e vostro). Dover andare a ricercarsi una mail precedente se non si ricorda un particolare fa perdere tempo e spazientisce l'interlocutore. Scorrere la mail che si è appena ricevuto per trovare quello che si cerca è più veloce e immediato.
Alla fine del messaggio centrale è consuetudine inserire frasi del tipo: Resto in attesa di vostra gentile risposta, Restando in attesa di vostra risposta..., attendo vostra ecc... se necessitate di una replica a quello che avete appena scritto. Sembra banale, ma spesso e volentieri c'è bisogno di sottolineare che si attende una risposta.
Poi spazio ai saluti finali: Cordiali saluti, cordialmente, ecc... e firma a conclusione di tutto. Ricordatevi sempre di firmare col vostro nome ed eventuale qualifica (sotto). In questo modo il ricevente avrà qualcuno a cui rivolgersi direttamente per la risposta.
Importante: evitate gli emoticon in questo tipo di mail.
Importante 2: Leggete e rileggete quello che avete scritto. Se ci sono errori correggeteli, perchè un messaggio zeppo di imprecisioni fa una bruttissima impressione a chi la riceve. Al destinatario sembrerà un'e-mail scritta di fretta e senza pensarci troppo, senza cura (e quindi sembrerete uno che fa le cose di fretta e male sul lavoro). In ambito lavorativo questo è altamente sconsigliabile. Perdete quei 5 minuti a rileggere e ne guadagnerete in "buona impressione". 

Se scrivete una mail privata i passaggi sono uguali a quelli della mail professionale: saluti iniziali, corpo del messaggio, saluti finali, firma. Cambia il tono che sicuramente potrà essere più colloquale e più libero. Questo dipenderà anche dal grado di conoscenza che avete con l'altra persona. E, se ne avete voglia, potete  abbellire il messaggio con emoticon o disegnini vari. L'importante è usare il tono giusto nel rivolgervi al vostro interlocutore.

Infine, vi lascio i punti che tengo presente quando scrivo una mail:

1- Decidere tono e stile in base al tipo di mail che si va ad elaborare (professionale o privata).
2- Compilare correttamente i campi, oggetto compreso.
3- Scrivere in modo possibilmente chiaro e lineare e firmare sempre in calce.
4- Leggere e rileggere il testo per correggere errori e migliorare frasi che non ci sembrano venute bene. Inoltre, se inviate una mail con allegato, controllate di averlo inserito prima di cliccare su invia.
5- Cliccare su rispondi, se è una corrispondenza che continua (per avere lo storico delle mail in calce).
6- Mai scrivere o rispondere se si è preda all'ira. Vi assicuro che vi pentirete del messaggio inviato. Frasi pensate e scritte in un impeto di rabbia sono sempre troppo. Scrivete o rispondete con calma e a mente fredda. Ringrazierete voi stessi per aver aspettato.
7- Un'e-mail è un messaggio immediato e dovrebbe essere un file leggero, salvo eccezioni, cercate di non inserire troppi abbellimenti  al vostro scritto. E' più importante il contenuto della cornice. E poi rischiate che il messaggio non venga recapitato se troppo pesante.
8- Se non ricevete risposta in un tempo ragionevole, sinceratevi con la persona destinataria che il messaggio sia arrivato (le vie della rete sono oscure e infinite).
9- E infine, l'unico modo per impararare bene a fare qualunque cosa è provare e imparare dai propri errori. Io ho scritto un'infinità di mail prima di raggiungere questo piccolo vademecum!

Spero che questo post vi sia stato utile, e spero di aver accresciuto la vostra conoscenza e di avervi dato dei consigli graditi.

Alla prossima!

Chiara

martedì 28 agosto 2012

La recensione

Raramente sui manuali universitari trovo materiale direttamente fruibile, ma questo paragrafetto sul decalogo del buon recensore mi ha colpita per immediatezza e applicabilità, così ho deciso di farne un post e condividerlo su Word in Progress.
Il decalogo proviene da M. Santoro, A. Orlandi, Avviamento alla bibliografia, Milano, Editrice Bibliografica, 2006.

Il decalogo del buon recensore
  1. fornire stringate informazioni sull'autore;
  2. fare il punto della ricerca sul tema proposto;
  3. descrivere il contenuto del libro;
  4. annotare osservazioni sullo stile espositivo;
  5. intervenire sull'intenzione di risposta del libro rispetto ai problemi metodologici insoluti;
  6. illustrare alla fine dell'esposizione qualità e lacune dell'opera;
  7. sottolineare l'eventuale apertura di nuove prospettive di ricerca;
  8. commentare la qualità della traduzione se si recensisce un testo tradotto;
  9. avere cura di leggere solo alla fine quarta e risvolto di copertina per operare un confronto tra l'opera e la strategia editoriale;
  10. evitare di confondere una recensione con un articolo;
Dal manuale provengono anche alcune osservazioni sullo stile della recensione e i suoi obiettivi:
  • scrittura appropriata e funzionale;
  • istanza pedagogica;
  • compito di servizio informativo e orientativo.
Nel manuale vengono prese in considerazione anche le recensioni di saggi, manuali e monografie specifiche per disciplina, quindi i punti 2, 5 e 7 sono forse più mirati a questa tipologia di pubblicazioni, ma trovo che in generale questo decalogo possa tornare utile come promemoria per la scrittura di recensioni.

venerdì 29 giugno 2012

Il tema narrativo

Per la rubrica Scritture Pratiche oggi forniamo alcuni consigli per scrivere un buon tema narrativo.
Il tema narrativo invita a raccontare un fatto o una storia. L'invito può essere:
  • raccontare fatti veri o presentati come tali, di cui l'autore è stato protagonista o testimone diretto;
  • raccontare fatti veri o presentati come tali, sulla base di dati e documenti raccolti dall'autore, di cui non è stato né protagonista, né testimone diretto;
  • raccontare fatti immaginari, verosimili o presentati come veri, dando libero sfogo alla fantasia.
I primi due tipi di tema hanno lo scopo pratico di informare il destinatario di quanto successo.
Il terzo tipo di tema si propone di coinvolgere il destinatario nel libero gioco delle invenzioni letterarie.
Raccontare un fatto non è un'operazione difficile, ma può essere difficile raccontarlo per iscritto in modo piacevole, chiaro ed efficace.
Bisogna cogliere, tra i tanti fatti, quelli degni di essere raccontati e avere la capacità di raccontarli in modo che il lettore si senta coinvolto nella narrazione.

mercoledì 27 giugno 2012

Il tema

Sempre per la rubrica Scritture Pratiche, oggi parliamo di come si scrive un tema scolastico.
Il tema scolastico è un'attività di scrittura che richiede l'utilizzo di diversi tipi di testo:
  • narrativo
  • descrittivo
  • interpretativo
  • espositivo
  • argomentativo
Saper scrivere un buon tema vuol dire possedere la capacità di scrivere un buon testo.
Il tema scolastico è infatti la base per scrivere testi più complessi, come la tesi di laurea, l'articolo di giornale, il saggio, la lettera.
Il tema è composto da due elementi:
  • un titolo o traccia, che fornisce l'argomento da trattare nell'elaborato;
  • un testo o svolgimento, in cui lo studente sviluppa l'argomento.
Il tema è soggetto ad alcuni vincoli:
  • l'argomento da trattare;
  • il tempo prefissato dall'insegnante;
  • la correttezza testuale.
All'interno di questi vincoli lo studente è libero di progettare e realizzare il testo nel modo che ritiene più consono.

domenica 24 giugno 2012

Come si scrive un buon testo?

Intanto ci scusiamo per il ritardo a pubblicare nuovo contenuto su Word in Progress, ma la metà di giugno è un periodo denso d'impegni per il team e abbiamo avuto il tempo di aggiornare solo adesso.
Questo post, per la rubrica Scritture Pratiche, contiene alcuni consigli di carattere generale per scrivere un buon testo, completo, coerente e corretto.
Questi consigli valgono sia per testi di carattere pratico, come il tema scolastico, la relazione, il saggio o l'articolo di giornale, sia per i testi di carattere narrativo.
Nel prossimo post vedremo come si scrive un tema scolastico.
Buona lettura e buona scrittura!

Essere un buon scrittore significa saper scrivere un testo corretto, completo, ordinato e coerente, in linea con la situazione comunicativa e che corrisponda alle intenzioni per cui lo si scrive.
Gli scopi per cui si scrive un testo sono numerosi e vari. Si può scrivere:
  • per informare;
  • per esprimere stati d'animo;
  • per dare la propria opinione;
  • per suggerire o imporre comportamenti;
  • per convincere o persuadere;
  • per il piacere di inventare storie e giocare con le parole.
Il buon scrittore sa conseguire lo scopo per cui scrive e sa utilizzare le tecniche adeguate agli scopi che di volta in volta si propone.

giovedì 5 aprile 2012

Scritture Pratiche: come si scrive un saggio

«Lo scopo principale di un saggio è quello di convincere il lettore della bontà di una tesi.
Se non si ha una tesi da sostenere, non vale la pena di scrivere un saggio.

Se si hanno buoni argomenti, si può difendere qualunque tesi.
Quello che non si deve proprio fare è scrivere un saggio senza avere niente da dire.»
Come si comincia

La prima cosa di cui dobbiamo preoccuparci nel momento in cui ci accingiamo a scrivere è quello di chiarirci le idee, per sapere cosa noi stessi pensiamo veramente sull’argomento.
La prima cosa da non fare è di preoccuparci chi leggerà il nostro saggio.
La politica più prudente è quella di immaginare di rivolgersi a persone che non sono disposte a darci ragione. Non dobbiamo fare propaganda, ma ragionare onestamente.


mercoledì 4 aprile 2012

Scritture Pratiche: scrivere testi non-narrativi

Questo schema si riferisce in particolare alla stesura di un testo argomentativo, ma lo schema si può utilizzare anche nel caso in cui si debbano scrivere testi di tipo descrittivo e/o espositivo.
Ho definito questo tipo di testi come "non-narrativi" in opposizione a "narrativi", per la loro natura di tipo tecnico, anche se il testo descrittivo si può integrare alla scrittura narrativa e quello di tipo argomentativo potrebbe risultare utile nella scrittura di testi narrativi dove ci sia da esporre un ragionamento.
Le fasi di scrittura di un testo argomentativo originale passano attraverso cinque momenti fondamentali.

  1. IDEAZIONE
  2. DOCUMENTAZIONE
  3. PROGETTAZIONE
  4. STESURA
  5. REVISIONE

sabato 31 marzo 2012

Scritture Pratiche: il testo argomentativo

Oggi parliamo del testo argomentativo.

Cos'è?
Il testo argomentativo è utilizzato per esporre le proprie opinioni, per discuterle e sostenerle attraverso opportuni argomenti e attraverso la confutazione degli argomenti di un eventuale avversario.
E' un testo complesso, che richiede una perfetta conoscenza di ciò di cui si deve parlare, la padronanza degli altri tipi di testo e una grande capacità di articolare in modo logico il proprio pensiero ed esposizione.E' molto usato nella vita di tutti i giorni, soprattutto nel campo dei mestieri e delle professioni:
  • articoli di fondo;
  • arringhe;
  • sermoni.
...sono solo alcuni esempi. Sono testi argomentativi anche le relazioni, in cui chi scrive avanza le sue opinioni sulla risoluzione di un problema e le sostiene con adeguate argomentazioni; i saggi che dibattono problemi filosofici, sociali, storici, letterari, scientifici o morali e i messaggi pubblicitari.

venerdì 30 marzo 2012

Scritture Pratiche: il testo espositivo

Oggi per la rubrica Scritture Pratiche trattiamo il testo espositivo. Cos'è? Come si scrive?
Leggete il post per scoprire la risposta a questi interrogativi!
E' un testo in cui vengono esposti dati e notizie su un dato argomento.
Si usa per...
  • esporre informazioni e notizie su un determinato argomento di studio;
  • esporre i risultati di una ricerca su un argomento culturale;
  • esporre i dati relativi a un fenomeno di ordine scientifico/sociale/politico/economico.
  • esporre i risultati e il significato di un’esperienza personale.

lunedì 26 marzo 2012

Scritture Pratiche: il testo descrittivo

Il testo descrittivo è quello che viene considerato il più semplice da comporre.
In realtà, un pezzo descrittivo non è così semplice e così scontato da scrivere.
Inoltre, un pezzo descrittivo scritto bene, può giovare molto sia all'interno di un testo narrativo (romanzo o racconto), sia in altre tipologie di testi di tipo pratico, come il saggio, l'articolo di giornale.
«Che ci vuole a scrivere una descrizione? Anche uno scolaretto di terza elementare può farlo!»
Non è così. Chi si occupa di testi, ma anche chi semplicemente li legge, sarà d'accordo con me se osservo che una descrizione fatta bene vale lo sforzo di concedere a chi ha scritto il testo almeno il beneficio del dubbio: se, ad esempio, un testo narrativo è fatto tutto di descrizioni e pochissima azione e dialogo, il lettore si imborserà da morire; ma, se inserite nei punti giusti e scritte in modo coinvolgente, le descrizioni aggiungeranno tanto più valore alla narrazione che si sta leggendo.
Chiusa questa parentesi, veniamo al contenuto di questo post.

Cos'è un testo descrittivo?
E' un testo in cui si descrive qualcosa o qualcuno, indicando le parti di cui è composto e le qualità e le caratteristiche che presenta e che contribuiscono a darne un'immagine chiara ed efficace al destinatario.

venerdì 23 marzo 2012

Scritture Pratiche

L'attività dello scrittore non è fatta solo di scrittura creativa e tra le attività professionali legate alla scrittura ci sono anche quelle del giornalista, del critico letterario o d'arte o di cinema, dello storico, del docente universitario, di chi scrive manualistica e saggistica per l'università e per la scuola, di chi fa ricerca. Tra chi scrive testi non letterari ci sono anche gli studenti, quelli degli ultimi anni delle superiori, alle prese con il tema e la tesina di maturità e quelli universitari, che si ritrovano, dopo anni di esami orali, a dover scrivere la testi di laurea senza nemmeno sapere da dove cominciare.
Questa nuova Rubrica, chiamata Scritture Pratiche, vuole venire in contro a tutti coloro i quali per necessità o per scelta si trovano alle prese con una scrittura di tipo più tecnico e prenderà in esame e spiegherà come si scrivono differenti tipologie di testi di natura non letteraria.