venerdì 11 gennaio 2013

Consigli di scrittura da Raymond Carver

Per la rubrica Scrittura in Pillole alcune perle di saggezza da Il mestiere di scrivere di Raymond Carver. Prendete carta e penna e annotatevi i suoi consigli. Consiglio, inoltre, la lettura del libro.

«Niente trucchi da quattro soldi». Ecco un'altra frase che dovrebbe andare su una scheda sei-per-dodici. Anzi, io la correggerei un po': «Niente trucchi». Punto e basta.

«Una fondamentale accuratezza d'espressione è il solo e unico principio morale della scrittura». Ezra Pound.

Non sopporto cose scritte in maniera sciatta e confusa, sia che si presentino sotto pretese sperimentali sia si tratti semplicemente di realismo reso in maniera goffa.

«Non c'è ferro che possa trafiggere il cuore con più forza di un punto messo al punto giusto». Anche questa frase dovrebbe  essere copiata su una scheda sei-per-dodici.

lunedì 7 gennaio 2013

Zazie.it - Perché leggere è passione!

Nuovo anno. Tempo di inaugurare una nuova rubrica. Ho deciso di chiamarla GeekLife ed è dedicata alle risorse per lettori e scrittori sul web.
È probabile che anobii lo conosciate già (no? non lo conoscete? ma in che isola che non c'è vivete?!).
Se non lo conoscete, mettetelo nei commenti al post, così ci scrivo sopra il prossimo articolo per la rubrica GeekLife.
Oggi parliamo di Zazie.it.

Cos'è Zazie.it?
Come anobii, è un network per la condivisione delle proprie letture.
La registrazione al network si può fare con la combinazione email+password o tramite Facebook.

mood e cdq
Cosa offre Zazie.it?
Come anobii, si può creare la propria libreria virtuale. Lo si può fare cercando e aggiungendo i libri dal database di Zazie.it, oppure importando le proprie letture da altre piattaforme, come anobii o Goodreads.
I libri letti possono essere recensiti, gli si può assegnare un voto in stelline; in più a ogni libro si può associare un mood e un CDQ (ComeDoveQuando).
Zazie.it ha anche una componente di gioco, con i badge, distintivi divertenti e colorati assegnati ai lettori in base alle azioni svolte sul network.
L'idea alla base di Zazie.it è infatti quella che "leggere è passione" e quello che offre in più rispetto ad anobii, è proprio questa dimensione di passione e di gioco.
L'interfaccia è semplice, divertente e colorata. Le funzioni principali sono quattro: network, libreria, wishlist, cerca libri. Ci sono poi profilo, inbox, benvenuto ed esci.
  • Network è la prima pagina visualizzata dopo il login, nella quale sono riassunte tutte le attività recenti svolte su Zazie.it. In questa pagina si trovano inoltre i titoli del giorno, consigliati da Zazie.it, gli utenti seguiti e quelli che ti seguono.
  • Libreria è la pagina dove vengono visualizzati i titoli aggiunti alla propria libreria personale e attraverso la quale si può interagire con i libri, assegnando la valutazione, i mood, i cdq e segnalare lo stato del libro (non iniziato, finito, in lettura ecc.) Cliccando su modifica, è possibile aggiungere una propria recensione e le note personali.
  • Wishlist è la pagina 'dei desideri', su cui segnalare i titoli che si desidera leggere.
  • Cerca libri porta alla maschera per la ricerca di un libro nel database Zazie.it.
Le informazioni sul profilo vengono gestite dalla pagina del profilo, dove si può aggiungere il proprio avatar, collegarsi a Facebook e Twitter, gestire le notifiche.
Inbox è il luogo deputato alle conversazioni, nel quale si ricevono i messaggi scambiati con gli utenti.
La pagina di benvenuto contiene una descrizione di Zazie.it di cui lascio qui sotto un breve assaggio.

“È un ambiente fatto su misura per gli amanti dei libri e della lettura. Su Zazie.it potrai creare la tua libreria virtuale, archiviare, votare e recensire i libri che hai letto, curiosare nelle librerie degli altri per scoprire nuovi autori e nuovi percorsi di lettura. E poi, grazie ai mood e ai ComeDoveQuando (CDQ) potrai catalogare i libri con il cuore e non solo con la testa.
Perché leggere è passione!
Zazie.it è online da circa un anno ed è ancora in beta. È quindi sempre disponibile un collegamento a un forum di feedback per segnalare vari tipi di problemi.
Le funzionalità di base tuttavia ci sono tutte e il network funziona abbastanza bene.
Cosa aspettate? Se siete divoratori di libri (come me) iscrivetevi a Zazie.it!

martedì 1 gennaio 2013

Il figlio di Babbo Natale - parte 3

Ed infine la terza e ultima parte del mio raccontino natalizio. Spero vi piaccia.
Buona lettura e Buon Anno!
Alla prossima!
Ciao!

Maggie stava sistemando le ultime cose sulla slitta.
In accordo con Babbo Natale, aveva avuto il permesso di portare la slitta e fare le sue veci.
“Cometa! Cupido! E voi tutte venite qui che dobbiamo partire. È tardi!”
Ma le renne la ignorarono allegramente e continuarono a brucare il fieno.
“Vi prego… c’è da consegnare i doni per il Natale. Siate buone, attaccatevi alla slitta!”
Fu come se non avesse aperto bocca, le magiche renne non si mossero di un millimetro, anzi una di loro mollò una puzzetta di spregio verso Maggie.
La ragazza si sedette in terra sconfitta. Non ce l’avrebbe mai fatta con quelle premesse. Una lacrimuccia le scese dagli occhi nocciola.
“Cometa! Fulmine! Saltarello! Tutte quante! Ai vostri posti! Subito!!”
Le renne sobbalzarono e obbedirono all’istante.
Maggie alzò lo sguardo e si illuminò di felicità.
“Arthur, alla fine sei venuto!”
“Diciamo che ho riflettuto sulle tue parole e ho deciso che valeva la pena aiutarti, ma…”
“E’ meraviglioso!”
“Mi limiterò a condurre la slitta, solo questo. Non ti sognare che consegni i regali o faccia altro. Lo detesto. L’ho sempre detestato!”
“Va bene lo farò io.”
“Ok, allora siamo d’accordo. Salta su. Si parte!”
Maggie era al settimo cielo! E ora che lo guardava bene, Arthur era un ragazzo piuttosto carino: aveva i capelli dorati e pettinati a spazzola, due bellissimi occhi verde smeraldo e un discreto fisico che se ne sarebbe andato presto se non smetteva di bere come una spugna e fumare erba strana.
La slitta partì in volo e subito acquistò velocità.
Maggie per l’occasione si era messa un cappellino rosso con un pon-pon di pelo sintetico bianco sulla punta.
“Sei molto bravo a guidare la slitta.”
“Tu hai tutto quello che ti serve? Il sacco, la polvere di fata…”
“Si, ho tutto. Faremo un buon lavoro, vedrai. Potrebbe anche piacerti.”
“Questo lo escludo.”
“Non essere pessimista…”
“Ecco, è la che dobbiamo andare” sviò la conversazione virando con la slitta verso il tetto.
Maggie scese con in sacco in mano. Era vuoto, ma si sarebbe riempito sotto l’albero della casa in cui sarebbe entrata con quello che era stato desiderato.
“Scendi dal camino senza paura, la magia ti aiuterà. Io sarò qui ad aspettarti quando torni su.”
“Va bene! Ci conto”
Lui le rispose con una smorfia scocciata.
Maggie si lasciò cadere dentro al camino e atterrò dolcemente sul pavimento della casa. Si avvicinò all’albero addobbato di palline e festoni colorati e attivò il sacco spruzzandolo con la polvere di fata.
Non accadde nulla. Riprovò. Il sacco non si riempiva. Serviva l’aiuto di Arthur.
“Arthur!”, disse sgattaiolando fuori dal comignolo, “mi serve…”
“Hai fatto?”
“No, non ho potuto. Il sacco non si è riempito.”
“Hai usato la polvere di fata?”
“Si, due volte! Ma non è successo nulla.”
“Suppongo debba scendere a dare un’occhiata giusto?”
“Si, se ti potessi scomodare…”
“Io non azzarderei troppo sarcasmo. Ho io la conduzione della slitta.”
“E mi lasceresti qui sul tetto veramente?”
“Senza problemi.”
“Oh, certo che puoi farlo, ma i rimorsi ti roderebbero l’anima.”
“Questo è da vedere…”
“Avanti guarda che cosa c’è che non va!”
Arthur afferrò il sacco appollaiato sotto l’albero e lo spolverò con la magica polverina luccicante. Subito si riempì con i doni. Lui e Maggie li posero nel migliore dei modi sul pavimento sotto l’abete natalizio.
Stavano per andarsene, quando un ps li chiamò.
Era il bambino che abitava in quella casa.
“Babbo Natale…?” disse il bimbo.
“E’ morto” lo investì con gusto Arthur. Il bambino fece il broncio. Era in procinto di piangere.
Maggie lo guardò male.
“No piccolo, Babbo Natale non è morto. E’ a casa malato e noi lo stiamo aiutando a consegnare i regali.”
Il bimbo tornò felice all’istante.
“Volete latte e biscotti?” disse indicando il “buffet” preparato sul tavolo.
“Grazie piccolo” sorrise lei.
“No, mi fanno schifo. Ehi donzella dobbiamo andare che è tardi!” disse Arthur, burbero.
Il bambino stava per scoppiare a piangere.
“Assaggiamone solo uno, ok? Solo per farlo contento…”
Il ragazzo sospirò.
“D’accordo…”
Assaggiarono un biscotto a testa e bevvero un sorso di latte.
Poi Maggie rimandò a letto il bimbo con un bacio sulla guancia.
“Ok, facciamo presto. La mezzanotte sta arrivando!” disse Arthur.
Maggie annuì entusiasta.
“Facciamo presto.”
Quando rientrarono al Polo Nord albeggiava. Erano riusciti a fare il giro del mondo nel tempo stabilito e avevano salvato il Natale.
Maggie era felice.
“Ti ringrazio per avermi aiutato Arthur” disse abbracciandolo.
Lui si ritrovò impreparato al gesto d’affetto.
“Si, ok… non c’è di che”. Fece per andarsene.
“Ehi! Non vieni a salutare tuo padre?”
“Un’altra volta…”
“Dai non fare il coniglio e vieni. È ora che fate la pace.”
Arthur, si lasciò trascinare dentro dal sorriso di Maggie. In casa i folletti li accolsero con grida di gioia e applausi.
Babbo Natale li accolse a braccia aperte.
“Arthy, ragazzo mio, vieni qui che ti abbraccio!”
Il giovane si lasciò abbracciare.
Parlarono e finalmente rinunciò a tutto il suo rancore represso.
Maggie li osservava da lontano, non voleva intromettersi in questioni di famiglia.
Si guardò intorno e piano piano la casa svaniva in una nuvola di fumo.
Si ritrovò nel suo letto. Era la mattina di Natale.
Corse a vedere i doni sotto l’albero. Trovò quello che aveva richiesto più un piccolo dono extra. Era una palla di vetro con raffigurata la casa di Babbo Natale e la neve che vi si muoveva all’interno a scuoterla. Lesse il bigliettino che l’accompagnava: per ringraziarti del tuo prezioso aiuto. Un caldo abbraccio Babbo e Arthur Natale.
Maggie se lo strinse al petto. Era contenta di aver aiutato lo Spirito del Natale a sopravvivere.

Fine

Il figlio di Babbo Natale - parte 2

-->
Ed ecco qua amici la seconda parte del mio raccontino natalizio. Spero vi piaccia.
Buona lettura e Buon Anno!
Alla prossima!

Ciao!

Babbo Natale era seduto sul suo trono dorato ed era come Maggie se l’era sempre immaginato: barba bianca, viso paffuto e simpatico, deliziosamente panciuto nel suo completo rosso di velluto.
Lei, istintivamente, corse ad abbracciarlo.
“Babbo Natale, sono così contenta di vederti!”
“Maggie, cara bambina, anche io sono contento di incontrarti di nuovo. L’ultima volta che ti ho visto eri una bambina, una bellissima bambina. Ho ricevuto tutte le tue lettere, sai.”
“Ne sono felice. Speravo di aver scritto l’indirizzo giusto!”
“Certo, le ho lette tutte. Purtroppo, per problemi di tempo, non posso risponderti, ma ti penso sempre.”
“Grazie Babbo Natale, per me vuol dire molto.”
Si abbracciarono, nuovamente.
“Ti ho fatto venire qui per una ragione, cara Maggie, e il motivo è che ho bisogno di aiuto.”
“Tutto quello che vuoi Babbo Natale.”
“Come vedi”, disse indicando il gesso alla gamba, “sono impossibilitato a salire sulla slitta e tantomeno a consegnare i doni.”
“Oh, che disdetta!”
“Si, è proprio una disdetta.”
“Chi lo farà ora?”
“Eh… è proprio questo il punto. Può farlo Arthur, mio figlio…”
“Quel bambino che ho visto con te quando sei venuto?”
“Si, proprio lui. Il problema è che… non lo vuole fare. Soprattutto se glielo chiedo io. E’ un po’ ribelle, ma confido che sia per la giovane età. Ecco… il favore che ti vorrei chiedere è di convincerlo a salire sulla slitta e fare la consegna. Non è per i doni in sé. Purtroppo se Babbo Natale, o chi per lui, non farà il giro previsto la notte della Vigilia, lo spirito del Natale morirà e per tutta l’umanità sarà eterna tristezza. Ho pensato che, tu, amando così tanto questa festività, il clima di questo periodo, avresti potuto convincere Arthy a prendere il mio posto.”
“Babbo Natale, sono onorata della tua fiducia. Farà del mio meglio per convincere Arthur a consegnare i doni. Lui dov’è ora?”
“A casa sua, poco distante da qui. Ildebrando ti accompagnerà. Figliola, che lo Spirito del Natale sia con te.”
Maggie abbracciò di nuovo Babbo Natale e poi prese per mano Ildebrando per volare a casa di Arthur.
La casetta di Arthur, per quanto potesse apparire graziosa, era un completo disastro. Disordine a perdita d’occhio: vestiti e biancheria ovunque, bottiglie di vino e di birra abbandonate sul pavimento, cartoni con resti di pizza lasciati a imputridire sul tavolo della sala, un forte odore di alcol e di cibo guasto feriva irrimediabilmente le narici.
Maggie si tappò il naso, mentre cercava con lo sguardo il padrone di casa. E poi lo vide, accasciato su una poltrona di velluto marrone, davanti al caminetto spento, con una bottiglia semivuota tra le dita.
Si avvicinò per svegliarlo, ma desistette quando vide un filo di bava luccicante scendergli da un lato della bocca.
“Ildebrando, che possiamo fare? Questo ragazzo è messo… sembra un alcolizzato allo stato terminale!”
“Ho io la soluzione, dolcezza, lo rimetteremo in piedi.”
Ildebrando estrasse il suo walkie-talkie e vi parlò dentro in una lingua che la ragazza non conosceva.
Poco dopo arrivarono due folletti energumeni che lo alzarono di peso e lo portarono in bagno. Arthur, non si stava accorgendo di niente, in apparenza. Lo mollarono nella doccia e aprirono l’acqua fredda. Gelata per la precisione.
Bastarono solo pochi secondi perché si svegliasse urlando e imprecando parole irriferibili.
“Ragazzo! Modera le parole!” lo ammonì Ildebrando.
“Che cosa diavolo vuole il paggetto di mio padre?”
“Capo folletto e non paggetto, prego!”
“Che vuoi, spacca palle di neve?”
“C’è qualcuno che vorrebbe parlarti” rispose indicando Maggie.
“Ah, si? E che vuole questa cortigiana?”
“Non sono una cortigiana. Vengo da parte di tuo padre.”
“Oh, adesso Babbo Natale manda le sue vallette a portarmi i suoi messaggi?”
“Ha bisogno di aiuto, si è rotto una gamba. Serve che qualcuno guidi la slitta e consegni i regali. Tu puoi farlo…”
“Certo che posso.”
“Lo farai?” si illuminò la dolce Maggie.
“No”. Secco e perentorio come uno schioppo.
Maggie si intristì all’istante.
“Come puoi rifiutare aiuto a tuo padre, Babbo Natale! Non hai cuore? Brutto ubriacone molesto!”
“Non intendo aiutarlo. Nemmeno per tutto l’oro del mondo! E ora vattene…”
“Perché non vuoi? Non ti interessa che l’anima del Natale morirà se non lo farai?”
“Francamente no.”
“Non posso credere che tu sia così malvagio. Eri un bambino così carino e dolce… mi ricordo, sai.”
“Già, un bambino carino e dolce costretto a viaggiare su quella slitta scomoda e fredda con un padre che ama più i figli degli altri che il suo!” sbottò furioso Arthur.
“Come puoi dire che tuo padre non ti ama! Lui morirebbe per te!”
“Non lo puoi sapere. Tu non eri qui quando gli chiedevo attenzioni e ricevevo sempre la stessa risposta: devo preparare per il Natale, un’altra volta Arthy. Perciò, per me il Natale può andare a farsi fottere.”
Maggie rimase sconvolta dalle sue parole. Calde lacrime le scesero sul viso.
“Mi dispiace che non ti senti amato, ma non è la verità. Spero che un giorno lo capirai.”
“Te ne vai?”
“Si, me ne vado. Aiuterò io Babbo Natale. Guiderò la slitta e consegnerò i doni.”
Tutti rimasero impietriti nella stanza. A Ildebrando venne un colpo.
“Le renne non si faranno guidare da te” le rispose Arthur.
“Tenterò lo stesso. Il Natale non può e non deve morire.”
Maggie uscì dalla casetta seguita dai folletti.
Era abbattuta, ma non avrebbe mollato prima di aver tentato di fare tutto il possibile.

domenica 30 dicembre 2012

Il figlio di Babbo Natale - parte 1

Ciao a tutti,
vi posto una piccola favola per allietare questo periodo festivo. Ho deciso di dividerla in parti perchè non volevo risultasse un papiro lungo e di difficile lettura.
Spero vi piaccia.
Auguri.

Si narra una storia tra le pieghe del vento del nord.
Si narra che colui che porta i doni a Natale abbia avuto un figlio molti anni or sono.
Bambini che ora sono anziani dai capelli canuti, ricordano di avere visto babbo Natale, scendere dal camino col suo sacco dei doni insieme ad un bambino in pigiama con una cuffietta rossa calata sul capo. Cuffietta che non stava mai al posto suo e il bambino era sempre intento a rimetterla al suo posto, più che aiutare Babbo Natale ad appoggiare i doni sotto l'albero.
Maggie ricorda quel bambino, Maggie ricorda anche di quella volta che è stato salvato il Natale, grazie al suo aiuto.
Aveva appena compiuto 18 anni e, come ogni anno, aveva scritto e spedito la sua letterina a Babbo Natale parlando di sé; di come aveva passato l'anno e di cosa sperava per l'avvenire.
Quell'anno Babbo Natale era stato vittima di uno sfortunato incidente: era caduto dalle scale e si era rotto una gamba, proprio a pochi giorni dalla consegna dei regali ai bambini. Che disdetta! Che tragedia! Chi avrebbe consegnato i doni adesso? C'era solo una possibilità: Arthur, suo figlio ventenne. Purtroppo non sarebbe stato facile convincerlo a svolgere quel compito: 1- perché odiava il lavoro del padre, 2- perché non era proprio il genere di figlio che accorreva in aiuto del prossimo.
Arthur era un giovane scapestrato che si nutriva più di alcol che di cibo sano e solido, fumava erba (ma non quella aromatica, o meglio... era aromatica, ma non in senso buono...), giocava d'azzardo e cercava in continuazione la compagnia di donzelle dalla dubbia moralità. Era una croce per il povero Papà Natale e dire che ci aveva provato ad allevarlo bene e con sani principi, ma evidentemente non c'era riuscito.
Ildebrando, il capo folletto, si avvicinò a Babbo Natale.
"E' definitivo? Dobbiamo chiedere ad Arthur per la consegna dei regali?"
"Temo di si, con questa gamba ingessata non posso fare molto."
"Non accetterà mai, lo sai?"
"Si... lo so. Ma forse... c'è una soluzione..."
Ildebrando gli restituì uno sguardo perplesso da sotto il cappello a punta verde smeraldo.
"...E quale sarebbe?"
"Maggie" rispose mostrandogli la lettera della giovane.
"Tu... tu vorresti far condurre la slitta a lei??" si infervorò l'elfo.
"No, ma forse riuscirà a convincere Arthy a prendere il mio posto per questo Natale. Sai bene che se non svolgerò il mio compito lo spirito del Natale morirà e tutto il mondo sarà per sempre infelice."
"Lo so bene questo! Ma mi sembra una soluzione piuttosto azzardata."
"Portala qui. Le spiegheremo la situazione e le chiederemo aiuto. Alla peggio dirà di no e... saremo perduti."
Ildebrando voleva replicare, ma desistette. Babbo Natale era proprio giù di morale.
Fece quello che gli era stato chiesto, utilizzando la polvere magica del Polo Nord condusse alla casa di Babbo Natale l’ignara Maggie.
Lei non realizzò immediatamente dov’era, le ci vollero un paio di minuti per ambientarsi.
Il suo vestito verde bottiglia si era spiegazzato nel viaggio infra-dimensionale, i suoi capelli castani si erano spettinati, ma col suo taglio corto e scalato non si notava.
“Cosa… dove… dove sono??”
“Sei nella casa di Babbo Natale” le rispose l’elfo apatico.
“Cosa?”
“Quello che ho detto” si spazientì lui.
Lei lo osservò meglio: piccolo di statura, era rosso di capelli ed essi erano ricci che più ricci non si può, i suoi occhi erano ambrati e cambiavano colore a seconda di come si girava. Indossava un completino gilet e pantaloni di velluto verde bottiglia e una camicia bianca.
“Hai finito di squadrarmi? Sono un folletto, il capo folletto per essere precisi. Vieni da Babbo Natale ti deve parlare.”
Maggie non osò replicare e lo seguì.

martedì 25 dicembre 2012

Buon Natale!

Gli auguri arrivano un po' in ritardo (erano pianificati per questa mattina), ma sono riuscita a mettermi al computer solo adesso. Questo è il nostro augurio di Natale per voi, cari lettori.


“Si alzò allora la signora Cratchit, la moglie di Bob, con indosso una povera veste due volte rivoltata, ma tutta galante di nastri, i quali costano poco e fanno una figura vistosa. E la signora Cratchit mise la tovaglia, con l’aiuto di Belinda Cratchit, secondogenita, anch’ella raggiante di nastri; mentre il piccolo Peter Cratchit, chinandosi per immergere una forchetta nella pentola delle patate, riusciva a cacciarsi in bocca le punte del suo mostruoso collo di camicia (proprietà paterna, conferita al figlio ed erede in onore della festa) e bruciava dalla voglia di far pompa di tanta biancheria nelle passeggiate alla moda. Due Cratchit più piccini, maschio e femmina, irruppero dentro gridando che di fuori al forno aveano sentito l’odore dell’oca e che l’avevano riconosciuta per l’oca loro; e inebriandosi nella festosa visione di una salsa di salvia e cipolla, i due piccoli Cratchit si dettero a danzare intorno alla tavola, e levarono a cielo il signor Peter, il quale, umile in tanta gloria benché quasi soffocato dal collo immane, soffiava nel fuoco, fino a che le patate levarono il bollore e picchiarono forte al coperchio della pentola per esser tratte fuori e pelate.„
- Charles Dickens, Canto di natale