Ed eccoci di nuovo qua, con l'appuntamento settimanale con le web stories!
Questa settimana abbiamo il racconto di Fabiana per il tema #Biblioteca.
Buonissima lettura!!
:-)
Sono in un vicolo buio di una grande città. La luce dei lampioni è
offuscata dal fumo e dallo smog. Come sbucata dal nulla appare una
bambina. Indossa una canotta lisa e i pantaloni del pigiama, ai piedi ha
un paio di ciabatte consunte.
giovedì 9 maggio 2013
... E arrivò anche il mio momento
Ebbene si.
Alla fine ho ceduto.
E ho preso anche io un ebook reader.
Per quanto adori tenere in mano un libro cartaceo, ho dovuto concedere una chance all'aggeggino tecnologico per ragioni di spazio: ormai in casa mia i libri (e gli oggetti, in generale) sbattono fuori me e non io loro :-o.
In pratica quello che mi ha spinto al grande passo è stato il desiderare ardentemente i libri di una saga fantasy chiamata: La Spada della Verità (The Legend of the Seeker) di Terry Goodkin. Una saga piuttosto lunga, sono 11/ 12 libri di tante pagine (dalle 400 alle 600 pagine in media), quindi dei bei mattoni da piazzare in una casa già stracolma e in overdose. Pertanto ho deciso di ridurne lo spazio al minimo e di prendere gli ebook della saga e di avvalermi di un reader. Quello che ho scelto è il Sony e-reading prs-t2 (ho messo la foto, a lato) nella colorazione rosso. E' proprio da un giorno in mio possesso e non posso ancora dire se ho azzeccato l'acquisto oppure no. Per il momento sono contenta del design con tasti belli grandi e comodi, ha anche il touch screen, ma mi devo ancora abituare ai tempi di reazione diversi rispetti allo smarthphone, si interfaccia bene col pc. Insomma vedremo.
Per adesso ho preso il primo libro della saga, ma lo voglio leggere dopo aver finito 50 sfumature di grigio (si, non l'ho ancora finito, ma ce la farò, promesso!) perchè voglio gustarmelo a mente libera.
Vi farò sapere com'è il device. Se qualcuno ce l'ha e vuole commentarlo qui sul blog ben venga!
Alla prossima!!!!
:-)
Alla fine ho ceduto.
E ho preso anche io un ebook reader.
Per quanto adori tenere in mano un libro cartaceo, ho dovuto concedere una chance all'aggeggino tecnologico per ragioni di spazio: ormai in casa mia i libri (e gli oggetti, in generale) sbattono fuori me e non io loro :-o.In pratica quello che mi ha spinto al grande passo è stato il desiderare ardentemente i libri di una saga fantasy chiamata: La Spada della Verità (The Legend of the Seeker) di Terry Goodkin. Una saga piuttosto lunga, sono 11/ 12 libri di tante pagine (dalle 400 alle 600 pagine in media), quindi dei bei mattoni da piazzare in una casa già stracolma e in overdose. Pertanto ho deciso di ridurne lo spazio al minimo e di prendere gli ebook della saga e di avvalermi di un reader. Quello che ho scelto è il Sony e-reading prs-t2 (ho messo la foto, a lato) nella colorazione rosso. E' proprio da un giorno in mio possesso e non posso ancora dire se ho azzeccato l'acquisto oppure no. Per il momento sono contenta del design con tasti belli grandi e comodi, ha anche il touch screen, ma mi devo ancora abituare ai tempi di reazione diversi rispetti allo smarthphone, si interfaccia bene col pc. Insomma vedremo.
Per adesso ho preso il primo libro della saga, ma lo voglio leggere dopo aver finito 50 sfumature di grigio (si, non l'ho ancora finito, ma ce la farò, promesso!) perchè voglio gustarmelo a mente libera.
Vi farò sapere com'è il device. Se qualcuno ce l'ha e vuole commentarlo qui sul blog ben venga!
Alla prossima!!!!
:-)
Segnalazioni: Il maggio dei libri
Come blog che promuove la scrittura e la lettura non possiamo non segnalare questa bella iniziativa:
Nell'ambito de Il maggio dei libri sono stati organizzati eventi e attività un po' in tutta Italia. Magari ne trovate uno anche vicino a voi. Visitate il sito http://www.ilmaggiodeilibri.it/ per saperne di più!
martedì 7 maggio 2013
Tutta colpa del futuro anteriore?
Bonjour a tous le monde!
oggi, cari amici, ve lo meritate un saluto alla francese. Qualche mattina fa, mentre ascoltavo la radio, ho sentito una notizia interessante sulla finanza comportamentale legata al linguaggio e in particolare ai tempi verbali.
La definizione, dal sito Wikipedia è:
"La finanza comportamentale e l'economia comportamentale sono campi di studio strettamente legati, che applicano la ricerca scientifica nell'ambito della psicologia cognitiva alla comprensione delle decisioni economiche e come queste si riflettano nei prezzi di mercato e nell'allocazione delle risorse. Entrambe si interessano della razionalità, o meglio della sua mancanza, da parte degli agenti economici. I modelli studiati in questi campi tipicamente integrano risultati della psicologia cognitiva con l'economia neoclassica."
Lo studio di cui parlavano, in particolare si era concentrato sul tema: come influisce il linguaggio sul risparmio delle persone, in particolare i tempi verbali. Come essi influenzano la propensione al risparmio?
Per far capire il concetto facevano l'esempio di come usano il tempo presente e passato gli inglesi (o comunque i popoli che parlano la lingua inglese) e gli italiani.
Gli inglesi, come tutti sappiamo, distinguono nettamente presente e passato; questo, secondo l'analisi compiuta dallo studio, denoterebbe poca propensione al risparmio proprio perchè essi guardano molto al presente (con vista sul futuro) e pensano poco al passato (come a dire non ci crogoliamo nelle nostre vicissitudini passate e nei nostri errori passati, andiamo oltre). Come esempio di questo concetto, mi è saltato in testa l'usanza delle famiglie americane di risparmiare per mandare i figli al college. Il concetto di risparmio c'è, ma in funzione di un particolare evento che si verificherà in un futuro, relativamente breve, con ogni probabilità. E poi? Forse qualche somma verrà risparmiata, ma la tendenza è quella di utilizzare la disponibilità al bisogno, anche immediato, senza preoccuparsi di un futuro ancora più lontano.
Al contrario, gli italiani tendono a distinguere meno il presente e il passato, a non frapporre un taglio netto tra queste due forme verbali. Mi vengono in mente i verbi composti come il passato prossimo un bellissimo connubio di presente e passato (per esempio: ho mangiato uno yogurt). In italiano essi si intrecciano e faticano a lasciarsi andare e questo, secondo chi ha compiuto lo studio, è sintomo di propensione al risparmio. Sentirsi linguisticamente legati tra presente passato e futuro ci spingerebbe a risparmiare denaro per una qualunque eventualità futura in cui potrebbe servire.
Quindi, a me si è accesa una domanda: e il futuro anteriore? Come ci influenzerà il futuro anteriore?
Che... se uno ci pensa bene... è un'aberrazione, un ossimoro. E' un futuro intrecciato col passato. E' un pò come se noi italiani corressimo in avanti con la testa rivolta indietro, alla fine non ci muoviamo mai da dove siamo.
Gli inglesi hanno tre forme di futuro ben separate, ben distinte: quello con la forma in -ing, quello con will e il to be going to. Ognuna ha una certa accezione, ma guardano tutte al futuro e basta. Non c'è l'unione col passato come abbiamo noi.
Ed effettivamente, se uno ci pensa, queste riflessioni sui verbi rispecchiano una parte del comportamento che assumiamo rispetto a varie situazioni storiche, economico-finanziarie ecc...
Con questo non voglio dire che è tutta colpa dei tempi verbali, solo mi ha colpito la riflessione, perchè non ci avevo mai pensato prima.
E ho pensato che fosse un bello spunto di riflessione da lasciare anche a tutti voi lettori.
Fatemi sapere cosa ne pensate
Alla prossima:-)
oggi, cari amici, ve lo meritate un saluto alla francese. Qualche mattina fa, mentre ascoltavo la radio, ho sentito una notizia interessante sulla finanza comportamentale legata al linguaggio e in particolare ai tempi verbali.
La definizione, dal sito Wikipedia è:
"La finanza comportamentale e l'economia comportamentale sono campi di studio strettamente legati, che applicano la ricerca scientifica nell'ambito della psicologia cognitiva alla comprensione delle decisioni economiche e come queste si riflettano nei prezzi di mercato e nell'allocazione delle risorse. Entrambe si interessano della razionalità, o meglio della sua mancanza, da parte degli agenti economici. I modelli studiati in questi campi tipicamente integrano risultati della psicologia cognitiva con l'economia neoclassica."
Lo studio di cui parlavano, in particolare si era concentrato sul tema: come influisce il linguaggio sul risparmio delle persone, in particolare i tempi verbali. Come essi influenzano la propensione al risparmio?
Per far capire il concetto facevano l'esempio di come usano il tempo presente e passato gli inglesi (o comunque i popoli che parlano la lingua inglese) e gli italiani.
Gli inglesi, come tutti sappiamo, distinguono nettamente presente e passato; questo, secondo l'analisi compiuta dallo studio, denoterebbe poca propensione al risparmio proprio perchè essi guardano molto al presente (con vista sul futuro) e pensano poco al passato (come a dire non ci crogoliamo nelle nostre vicissitudini passate e nei nostri errori passati, andiamo oltre). Come esempio di questo concetto, mi è saltato in testa l'usanza delle famiglie americane di risparmiare per mandare i figli al college. Il concetto di risparmio c'è, ma in funzione di un particolare evento che si verificherà in un futuro, relativamente breve, con ogni probabilità. E poi? Forse qualche somma verrà risparmiata, ma la tendenza è quella di utilizzare la disponibilità al bisogno, anche immediato, senza preoccuparsi di un futuro ancora più lontano.
Al contrario, gli italiani tendono a distinguere meno il presente e il passato, a non frapporre un taglio netto tra queste due forme verbali. Mi vengono in mente i verbi composti come il passato prossimo un bellissimo connubio di presente e passato (per esempio: ho mangiato uno yogurt). In italiano essi si intrecciano e faticano a lasciarsi andare e questo, secondo chi ha compiuto lo studio, è sintomo di propensione al risparmio. Sentirsi linguisticamente legati tra presente passato e futuro ci spingerebbe a risparmiare denaro per una qualunque eventualità futura in cui potrebbe servire.
Quindi, a me si è accesa una domanda: e il futuro anteriore? Come ci influenzerà il futuro anteriore?
Che... se uno ci pensa bene... è un'aberrazione, un ossimoro. E' un futuro intrecciato col passato. E' un pò come se noi italiani corressimo in avanti con la testa rivolta indietro, alla fine non ci muoviamo mai da dove siamo.
Gli inglesi hanno tre forme di futuro ben separate, ben distinte: quello con la forma in -ing, quello con will e il to be going to. Ognuna ha una certa accezione, ma guardano tutte al futuro e basta. Non c'è l'unione col passato come abbiamo noi.
Ed effettivamente, se uno ci pensa, queste riflessioni sui verbi rispecchiano una parte del comportamento che assumiamo rispetto a varie situazioni storiche, economico-finanziarie ecc...
Con questo non voglio dire che è tutta colpa dei tempi verbali, solo mi ha colpito la riflessione, perchè non ci avevo mai pensato prima.
E ho pensato che fosse un bello spunto di riflessione da lasciare anche a tutti voi lettori.
Fatemi sapere cosa ne pensate
Alla prossima:-)
giovedì 2 maggio 2013
Web Stories ∞ Joeyli
Ciao a tutti!
La Web Stories di questa settimana prende spunto dal tema #Rughe. Mantiene lo stile futuristico della precedente. Buon divertimento e buona lettura!
Quella era una sera qualunque. Una serata di svago, con tutti i ragazzi che si ritrovavano al Delirio, la discoteca più in voga della città.
Quella sera, per gentile concessione del governatore, era stato permesso anche agli Inferiori di accedere alla tanto chiacchierata discoteca. Gli Inferiori erano i plebei, i poveri, coloro destinati a invecchiare e morire.
Vecchiaia e morte erano gli spauracchi del sesto millennio. Nessuno voleva più vedere rughe solcare il viso, nessuno avrebbe sopportato gli acciacchi dell’età anziana, nessuno voleva più morire, ma agli Inferiori toccava. Loro non avevano abbastanza soldi da acquistare l’Elisir di lunga vita, l’elisir che dava vita eterna ed eterna giovinezza.
Solo gli Eccelsi, i ricchi, erano in grado di acquistare e godere dei benefici dell’Elisir.
Loro potevano vivere per sempre.
La Web Stories di questa settimana prende spunto dal tema #Rughe. Mantiene lo stile futuristico della precedente. Buon divertimento e buona lettura!
Quella era una sera qualunque. Una serata di svago, con tutti i ragazzi che si ritrovavano al Delirio, la discoteca più in voga della città.
Quella sera, per gentile concessione del governatore, era stato permesso anche agli Inferiori di accedere alla tanto chiacchierata discoteca. Gli Inferiori erano i plebei, i poveri, coloro destinati a invecchiare e morire.
Vecchiaia e morte erano gli spauracchi del sesto millennio. Nessuno voleva più vedere rughe solcare il viso, nessuno avrebbe sopportato gli acciacchi dell’età anziana, nessuno voleva più morire, ma agli Inferiori toccava. Loro non avevano abbastanza soldi da acquistare l’Elisir di lunga vita, l’elisir che dava vita eterna ed eterna giovinezza.
Solo gli Eccelsi, i ricchi, erano in grado di acquistare e godere dei benefici dell’Elisir.
Loro potevano vivere per sempre.
mercoledì 1 maggio 2013
Una nuova rubrica: Racconti Epici (nel quotidiano)
Ciao,
con questo post voglio comunicare a tutti voi lettori che ho pensato a una nuova rubrica per il blog!
Un piccolo flashback: qualche anno fa avevo un blog nel quale scrivevo ogni tanto cose varie. Poi il sito sul quale l'avevo iscritto è stato infettato da non so quale virus/minaccia fantasma e quindi non è stato più possibile accedevi e aggiornarlo.
In questo blog avevo scritto un pezzo un pò umoristico e un pò surreale sul tragitto a piedi che faccio ogni mattina per arrivare in ufficio, quindi mi son detta: perchè non farme una rubrica qui? Perchè non sdrammatizzare il proprio tram tram rendendolo un racconto epico e fantasmagorico?
Sarebbe un modo per stemperare le tensioni che ci possono piombare addosso e lo sarebbe anche per celebrare questo quotidiano che spesso si sottovaluta. E' così, non prestiamo mai troppa attenzione a quelle piccole cose di ogni giorno che ripetiamo sempre uguali. Quelle abitudinarie azioni che ci sembrano così pesanti, a volte...
Ho pensato di creare una rubrica chiamata: Racconti Epici (nel quotidiano) dedicata, appunto, a sdammatizzare e ad esaltare la quotidianità, quella che tutti noi viviamo e alla quale, spesso, vorremmo sfuggire. O anche a celebrare un'impresa che nel nostro piccolo è stata grande e impavida.
Perciò, invito tutti coloro che volessero contribuire con i propri racconti epici nel quotidiano a scriverceli, qui sul blog come commento o come post sulla nostra pagina G+.
Sperando che questa nuova idea possa piacervi, vi saluto con un assaggio di racconto epico!
La pioggia le aveva liberate e adesso vagavano libere per tutta la stanza. Le formiche stavano prendendo possesso della camera, la mia camera, ma non avevano fatto i conti con il furore mistico che esse mi avevano scatenato. Brandendo l'aspirapolvere con una mano e scostando con l'altra tutti gli ostacoli che mi trovavo di fronte, le affrontai come un cavaliere senza macchia e senza paura. Esse, consapevoli del pericolo, tentarono di disperdersi e scappare, ma io le aspirai una dopo l'altra, dopo l'altra, finchè di loro non rimase traccia.
Vinsi la guerra, ma la mia stanza da letto era completamente per aria.
Con sgomento e rassegnazione, piano piano la rimisi a posto.
Alla prossima!
:-)
con questo post voglio comunicare a tutti voi lettori che ho pensato a una nuova rubrica per il blog!
Un piccolo flashback: qualche anno fa avevo un blog nel quale scrivevo ogni tanto cose varie. Poi il sito sul quale l'avevo iscritto è stato infettato da non so quale virus/minaccia fantasma e quindi non è stato più possibile accedevi e aggiornarlo.
In questo blog avevo scritto un pezzo un pò umoristico e un pò surreale sul tragitto a piedi che faccio ogni mattina per arrivare in ufficio, quindi mi son detta: perchè non farme una rubrica qui? Perchè non sdrammatizzare il proprio tram tram rendendolo un racconto epico e fantasmagorico?
Sarebbe un modo per stemperare le tensioni che ci possono piombare addosso e lo sarebbe anche per celebrare questo quotidiano che spesso si sottovaluta. E' così, non prestiamo mai troppa attenzione a quelle piccole cose di ogni giorno che ripetiamo sempre uguali. Quelle abitudinarie azioni che ci sembrano così pesanti, a volte...
Ho pensato di creare una rubrica chiamata: Racconti Epici (nel quotidiano) dedicata, appunto, a sdammatizzare e ad esaltare la quotidianità, quella che tutti noi viviamo e alla quale, spesso, vorremmo sfuggire. O anche a celebrare un'impresa che nel nostro piccolo è stata grande e impavida.
Perciò, invito tutti coloro che volessero contribuire con i propri racconti epici nel quotidiano a scriverceli, qui sul blog come commento o come post sulla nostra pagina G+.
Sperando che questa nuova idea possa piacervi, vi saluto con un assaggio di racconto epico!
La pioggia le aveva liberate e adesso vagavano libere per tutta la stanza. Le formiche stavano prendendo possesso della camera, la mia camera, ma non avevano fatto i conti con il furore mistico che esse mi avevano scatenato. Brandendo l'aspirapolvere con una mano e scostando con l'altra tutti gli ostacoli che mi trovavo di fronte, le affrontai come un cavaliere senza macchia e senza paura. Esse, consapevoli del pericolo, tentarono di disperdersi e scappare, ma io le aspirai una dopo l'altra, dopo l'altra, finchè di loro non rimase traccia.
Vinsi la guerra, ma la mia stanza da letto era completamente per aria.
Con sgomento e rassegnazione, piano piano la rimisi a posto.
Alla prossima!
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