martedì 11 dicembre 2012

Libri d'avventure sotto l'albero

Mi piace la letteratura per ragazzi. Lo avevo già detto?
Mi piace perché è una letteratura tutta da scoprire. Una letteratura sommersa ricca di tesori da riportare a galla.
Ecco due romanzi d'avventure che mi sono piaciuti davvero tanto.
Il primo è Maydala Express, romanzo sul quale avevo messo gli occhi da tempo, ma che ho avuto il piacere di leggere solo di recente, grazie a una bella influenza, che, avendomi ridotta a letto, mi ha anche dato l'occasione di accantonare temporaneamente lo studio "matto e disperatissimo" e di attaccare la mia infinita lunghissima reading list.
L'altro, è il primo di una serie di libri dedicati alle Repubbliche Aeronautiche, una storia che fa un uso davvero originale di navi volanti e alchimia, Le Repubbliche Aeronautiche. In fuga da Venezia.
I due libri hanno in comune uno degli autori, Davide Morosinotto, un trentaduenne originario del Veneto, appassionato di viaggi e macchine volanti. Dico uno, perché Maydala Express è il risultato di una scrittura a quattro mani tra Morosinotto e Pierdomenico Baccalario, di cui segnalo Il codice dei re e le serie Century e I Gialli del Vicolo Voltaire, pubblicati da Piemme - Il Battello a Vapore, collana che ospita anche Maydala Express e Le Repubbliche Aeronautiche.
Questi due libri mi hanno colpito anzitutto per l'originalità nell'affrontare i temi trattati. Sono libri di viaggi e d'avventure, nei quali i giovani protagonisti affrontano un viaggio iniziatico, che, ponendo ostacoli sul loro cammino, li farà crescere. Temi ampiamente sfruttati, ma raccontati con una freschezza e una originalità di penna, che ne fa libri che vale davvero la pena leggere, anche solo per evadere dalla routine quotidiana.
Degno di nota anche lo stile, fluido e immediato, che si fa apprezzare per la ricchezza e l'accuratezza nella scelta del lessico e la capacità di evocare scenari e panorami pur senza appesantire la narrazione.
Il cast di protagonisti e comprimari è variegato ma ben assortito, gli attori principali solidi e convincenti, quelli secondari funzionali alla storia.
Due bei romanzi che possono essere apprezzati anche dagli adulti.
Ma perché non darvene un assaggio?

Maydala Express, di P. Baccalario, D. Morosinotto, Piemme - Il Battello a Vapore, 2011
 “Era quasi l'una di notte e la Stazione Grigia sembrava un castello infestato dai fantasmi. Durante il giorno i pavimenti di marmo rimbombavano sotto le scarpe di migliaia di viaggiatori e gli altoparlanti gracchiavano in continuazione. Di notte, invece, c'era silenzio: lunghe ombre si stendevano sui massicci convogli dei treni, addormentati sui binari, e le gargolle di pietra ghignavano in cima a imponenti colonne.„

Il mio pensiero: «L'importante non è raggiungere la meta... Ma godersi il viaggio!»

Le Repubbliche Aeronautiche. In fuga da Venezia
, di Davide Morosinotto, Piemme - Il Battello a Vapore, 2012
“Qualcuno lo stava pedinando. Martin aveva continuato a guardarsi le spalle e aveva messo in pratica tutti i trucchi che conosceva. Non era riuscito a individuare il suo inseguitore e in realtà poteva essere chiunque: Venezia era sempre affollata di viaggiatori e borseggiatori.„

Il mio pensiero: «Alchimia, navi volanti, un mare di nuvole... La formula vincente per un bel libro d'avventure.»

Visto che siamo sotto Natale, potrebbero essere due bei regali da mettere sotto l'albero. ;-)

martedì 4 dicembre 2012

La parola del giorno: il tempo

Brrrr… è arrivato. Il generale inverno ha battuto un colpo. Ehi, tutti lo chiamano generale l’inverno! E io che me l’ero sempre immaginato come un re dal lungo, lunghissimo mantello di ermellino bianco e la barba grigia. Non me lo sono mai figurato come un militare, forse perché non amo molto le divise. E le altre stagioni? Beh, la primavera me la immagino come un’agile ballerina che danza sotto una pioggia di petali di fiori di ciliegio, l’autunno come un ragazzotto scaltro, dai bei capelli castani e l’estate…? Eh, l’estate potrebbe essere solo un’elegante regina vestita con un lungo abito trapunto di stelle. Se fossero persone vere, le stagioni me le immaginerei così.
C’è da dire che, come prevedibile, il freddo ha fatto capolino. E’ l’ineluttabilità del passare delle stagioni, dello scorrere del tempo. A volte, il tempo mi sembra un velo che scivola via dalle dita. Vorrei poterlo fermare, ma chiudo il palmo troppo tardi ed è già sgusciato via.
Questa, è una sensazione che provo da un po’. Mi immagino nel mezzo di un fiume con l’acqua che scorre sotto ai miei piedi, senza che io riesca a fermarla o a muovermi dalla mia posizione originale.
E spesso mi arrabbio pensando che il tempo sta fuggendo via e io non ho fatto quello che volevo fare o finito un progetto a cui stavo lavorando.
Soprattutto in ambito letterario: ho mille progetti aperti e altre mille idee in testa da sviluppare, ma in pochi giungono a conclusione. Un po’ perché, effettivamente, non ho tanto tempo a disposizione e quel poco che c’è, spesso, viene speso in altre cose e un po’ perché la fiamma di esaltazione che arde in me all’inizio di un progetto fa presto a spegnersi per essere, poi, spostata su un altro. E’ un aspetto di me che mi fa una tale rabbia! Io vorrei mettermi lì e finire qualcosa, una buona volta, ma ci riesco raramente e solo se un progetto è abbastanza corto da consentirmi di svilupparlo sull’onda dell’entusiasmo.
Naturalmente, non li cestino, ma li tengo lì sul mio pc a decantare come l’aceto balsamico nelle botti, in attesi che ritorni la goccia di ambrosia che mi aiuti a portarli a completamento.
Voglio ripromettermi l’intenzione di cambiare questo mio aspetto e voglio sperare che l’anno che verrà possa essere migliore del precedente, sotto questo aspetto.
La buona volontà c’è. La buona fede, anche. Manca solo la costanza. Ah… e naturalmente il tempo. Qualcuno ne ha un po’ da regalarmene??

;-) Alla prossima!

Ciauuuuu!!

domenica 2 dicembre 2012

Assaggi... di libri!

Nuovo format per la rubrica Fruscio di Pagine, dedicata alla promozione della lettura.
Oggi "assaggiamo" Cuore d'Inchiostro, di Cornelia Funke, pubblicato in Italia da Mondadori.
Siete pronti a farvi venire l'acquolina in bocca?
“Lì i libri erano ammassati dappertutto. Non erano solo sugli scaffali come nelle altre case, no: da loro erano accatastati sotto i tavoli, sulle sedie, negli angoli più remoti. Ce n'erano in cucina e in bagno, sul televisore e nell'armadio; pile basse e pile alte. Grossi, piccoli, vecchi, nuovi... libri e ancora libri. Accoglievano Meggie sulla tavola apparecchiata per la colazione, invitanti; l'aiutavano a scacciare la noia... e qualche volta la mandavano lunga distesa per terra!„
“«Quando ti porti dietro un libro» le aveva rivelato Mo quando Meggie ci aveva messo dentro il primo «avviene qualcosa di straordinario: le sue pagine raccoglieranno i tuoi ricordi. E un giorno ti basterà risfogliarle per tornare con il pensiero al luogo dove le hai lette per la prima volta: le immagini, gli odori, il gelato che ti eri gustata... Credimi, i libri sono un po' come la carta moschicida: a nient'altro i ricordi restano attaccati come alla carta stampata.»„
“I libri la rincuoravano quando era triste e scacciavano la noia mentre Mo tagliava, rilegava, incollava pagine ormai logore, rese fragili da anni e anni d'uso sotto le innumerevoli dita che le avevano sfogliate.„
 Che ne dite? Stuzzica il vostro appetito di lettori?

venerdì 30 novembre 2012

Rapita dalle perline

Erano brillanti, colorate. Sembravano innocue. Mi sono avvicinata e loro mi hanno stretto in un caldo abbraccio. Mi sono sentita subito a casa e son restata. Avevano mille forme, colori sgargianti, multisfaccettati, riflessi arcobaleno che mi riempivano di gioia. Il loro mondo era allegro, privo di dolore, fame e malattia. Ogni giorno era uno scoprire cose nuove, incontrare amici nuovi, grandi, piccini, minuscoli. Ogni giorno era gravido di nuove idee e nuove creazioni. Ho preso confidenza ad avvolgerle nei fili, combinarle seguendo abbinate di colori mai pensate. Mi perdevo nella lucentezza delle loro sfaccettature. Passai giorni, mesi, forse anni nel loro mondo incantato. Felicemente, pacatamente, appagata da quell'universo di luci e colori. Ma un giorno pensai di dire arrivederci. Loro mi circondarono pregandomi di non andare. Io dissi loro che sarei tornata ma che volevo ritornare a casa dalle mie altre passioni: i miei scritti, la mia musica. Loro iniziarono a piangere e in un momento la luce si spense e su tutto calò il buio della notte perenne. Loro non erano più attaccate a me, così decisa e fiera cercai l'uscita di quel mondo incantato. Vagai per ore alla ricerca della porta d'ingresso, ma non riuscivo a trovarla. Tornavo sempre allo stesso punto. Mi sedetti stremata, alla fine. Una di loro si avvicinò. Era verde trasparente con all'interno una sfumatura giallo limone. La accarezzai. Lei ridacchiò. Le chiesi di dirmi come si faceva ad uscire di lì. Lei mi disse che non si poteva più andare via dal mondo incantato. Piansi. Le perline mi avevano rapito.

Questa breve storiella per farvi sapere che non sono scomparsa (o morta), ma sono solo stata rapita da una passione fulminante per i bijoux fatti a mano (da me). E, visto che al momento, mi prende tutto il tempo libero, sto trascurando scrittura e blog. Comunque non mi avete persa. Sono stata momentaneamente rapita dalle perline…

A presto!

Ciau!!

martedì 20 novembre 2012

No, non siamo (ancora) morte

Avrei voluto scrivere qualcosa d'intelligente, di brillante, ma alla fine sono troppo stanca e ho la testa troppo piena di nozioni di biblioteconomia che, molto probabilmente, scorderò nel momento stesso in cui varcherò la soglia dello studio del professore con il voto sul libretto, per inventare una storiella sagace che funga da scusa per il totale silenzio degli ultimi 20 giorni.
La buona notizia è che io e Chiara non siamo (ancora) morte e che il blog è ancora online.
Quella cattiva è che siamo entrambe sovraccariche di lavoro nella vita reale, quindi nessuna delle due è ancora riuscita a tirare fuori qualcosa di buono da scrivere sul blog, nonostante siano, appunto, passati 20 giorni dall'ultimo aggiornamento.
Lo so, mi rendo conto che è una marea di tempo, uno iato mostruoso, ma a scrivere sul blog in questo momento ci siamo solo in due e purtroppo sia io che lei siamo svuotate quando arriviamo a sera.
Quindi, ecco, un piccolo messaggio per farvi sapere che il blog, prima o poi, molto probabilmente poi, riprenderà le attività.
Io spero di riuscire a ritagliarmi un po' di tempo la prossima settimana per pianificare e scrivere un po' di post, dal momento che sono solita prendermi una breve pausa di decompressione, prima di dare un esame (le ultime due volte ho studiato e ripassato come una disperata fino all'ultimo momento ma il risultato non è stato soddisfacente; la mattina dell'esame ero così tesa che sono entrata - e uscita dallo studio del prof. balbettando per la stanchezza).
Tra un manuale universitario e l'altro sono riuscita anche a infilarci qualche lettura personale, quindi spero di racimolare abbastanza materiale o per la rubrica Dieci Libri da Leggere o per Fruscio di Pagine.
Sul fronte Scrittura creativa in questo momento non ho niente di interessante da scrivere, perché i manuali e i libri che vorrei leggere sono ancora fermi sullo scaffale a prendere polvere, poveretti.
Sul fronte Racconti, beh, diciamo solo che non ho avuto né il tempo né l'agio per scrivere, quindi...
Io e Chiara stiamo pensando di inaugurare la stagione della caccia ai nuovi collaboratori, ma si tratta di una campagna per quale non siamo ancora nemmeno allo stadio di pianificare una strategia, anzi, è solo un'idea molto nebulosa e poco definita, per cui su questo fronte per qualche tempo ancora non ci saranno novità.
Questa è la mia situazione: 1 esame dato, 1 da dare a breve (il 29 novembre), i restanti 9 un'incognita. Ancora due annetti buoni di lavoro, più la tesi, vacanze ridotte a quelle due settimane post-sessione che mi concedo per non dare completamente fuori di matto (tre sessioni d'esame all'anno).
Diciamo che non vedo l'ora di prendere la laurea così dopo potrò finalmente dedicarmi a lettura e scrittura a tempo (quasi) pieno, quel quasi ovviamente contempla il trovarmi un impiego, si spera decente, anche se, molto probabilmente, poco remunerativo e sicuramente precario.
Per il momento è tutto. Il prossimo aggiornamento... quando riuscirò a spremere qualcosa di decente dai miei neuroni completamente esausti (o Chiara riuscirà a costringere i suoi, di neuroni, a lavorare).

giovedì 1 novembre 2012

Caccia alla citazione, Halloween Edition

Come il gioco sulla citazione d'autore di qualche giorno fa, ma con una sfumatura horror.
Le citazioni provengono da racconti dell'orrore scritti da autori diversi.
Il gioco consiste nell'indovinare da quale libro provengono e chi ha scritto il libro.
Giochiamo?

«Il cimitero vero e proprio finiva ai piedi della collina, sotto il vecchio melo, con una cancellata arrugginita le cui sbarre terminavano tutte con una punta aguzza; ma al di là di quello c'era una zona abbandonata, un intrico di erbacce e ortiche, di rovi e rifiuti autunnali.»
Indizio: lapidi
«Gli uomini di più vasto intelletto ben sanno che non esiste una netta distinzione tra il reale e l'irreale, e che tutte le cose devono la loro apparenza soltanto ai fallaci mezzi mentali e psichici di cui l'individuo è dotato, attraverso i quali prende coscienza del mondo.»
Indizio: incubo
«Quest'ultimo era un animale di notevoli proporzioni e bellezza, tutto nero e dotato di intelligenza sbalorditiva. A tale proposito mia moglie, incline in cuor suo alla superstizione, faceva continue allusioni all'inveterata credenza popolare che considera tutti i gatti neri streghe travestite.»
Indizio: gatto

Update: la soluzione

1- viene da Neil Gaiman, Il cimitero senza lapidi e altre storie nere, Mondadori, 2007
2- viene da H.P. Lovecraft, Lovecraft. Tutti i romanzi e tutti i racconti, NewtonCompton, 2009
3- viene da E.A. Poe, Racconti, Garzanti, 1984