domenica 8 aprile 2012

Girandole

La parola del giorno oggi dovrebbe essere semplicemente La PAROLA.
Ma io quella parola un giono l'ho perduta. La cerco ancora tra le parole ma forse non è lì che si trova.
Quindi oggi, che mi sono alzato più tardi, con un leggero mal di testa, la parola del giorno è girandole.

Sono quelle che la nonna Alpina ha preso e messo nei vasi per Ester. Quelle di plastica verde o a forma e colori di girasole.
Quelle che Jara ha messo sui davanzali delle finestre di casa, in Largo Tricolore 3. Quelle che Ester guarda girare, esposte all'aria, al vento. Quelle che dice: "ecco la girandola, la voglio toccare!"

Ieri le girandole facevano quello che le girandole fanno. Giravano.
Oggi invece erano ferme.
Oggi guardano la pioggia che cade e si muovono leggermente. Ma non fanno nessun rumore.

Buona Pasqua!

Questi sono gli auguri di Pasqua che ci ha inviato una nostra cara amica.

Scusatemi.
Scusatemi se leggo soltanto
e non scrivo.
Ho la testa piena di farfalle.
Cavolaie bianche, vanesse gialle
nere falene.
Alcune svolazzano leggere,
altre sbattono a fatica le ali pesanti.
Perciò scusatemi,
ho il mio da fare.
Non scrivo,
però vi leggo.

Buona Pasqua ad Angela, che ci ha inviato questa bella poesia e a tutti i nostri lettori!

Le storie (o quasi)

Oggi mi sono alzato più tardi del solito. Con un leggero mal di testa. Mi capita in questi giorni di vento, giorni che sono a casa a cercare qualcosa e respirare un po' di sano vuoto. Giorni quasi senza parole e parole che non arrivano neppure a fare una storia. Anche piccola. Mi viene allora da pensare alle parole senza giorni.
Vado in cerca di parole in questa domenica di Pasqua scura con le finestre scure e il cortile scuro e ora che ci vedo bene anche in alto il cielo è tornato a farsi scuro, dentro le nuvole e sopra.
Cose che capitano in questi giorni.
Le parole spesso le trattengono i fogli, i taccuini e nei nostri giorni anche i computer. Qui oggi le vado a ricercare e ne trovo di vecchie, di quasi due anni. Pagine di una specie di diario e piccole riflessioni su cosa significa per me scrivere storie. O cercare parole.
Le lascio qui in margine, come una sorpresa trovata nell'uovo di Pasqua. A rileggerle mi sono sembrate inattese, anche per me. Quasi non fossero più mie. Ma capita sempre così quando si scrive cercando parole.
In fondo ai giorni, oltre lo scuro del cortile, con il mal di testa del mattino.
Non troppo presto.

(Nota: a suo tempo le chiamai Lezioni di scrittura. Oggi non so più. Ma non voglio toccarle di nuovo, visto che non sono mie. Quindi le lascio così. Le lascio.)

sabato 7 aprile 2012

Farfalle

La parola del giorno, 7 aprile, sabato di Pasqua. Nel 2012.
Farfalle
dove sono le farfalle
con tutto questo vento?
cosa ci fanno le farfalle nel vento?
dove volano?

è il vento che le porta o sono loro che lo guidano?
Quante farfalle ha la notte?

Oggi non ho visto non ho
cercato nessuna farfalla
mi hanno scritto di alcune
farfalle che impediscono agli occhi
alle mani di scrivere.

Per me è difficile scrivere
nel vento
anche quando il vento è fatto soltanto
di farfalle.

L'altro giorno poi
(forse domenica passata, giorno che compivo 38 anni)
ho letto di piccoli libri in poche copie
con piccole e poche poesie stampate dentro
libri dalle ali di farfalla
che uno scrittore americano di origine austriaca
di nome Frederic Prokosch
aveva iniziato a stampare e rilegare lui personalmente
e mandare a grandi poeti come Eliot
Auden solo per citarne un paio.

Li chiamava questi libri
Butterflies books
anche oggi i collezionisti che li scambiano
li chiamano così.
Lui grazie a queste ali sottili
è riuscito a superare un momento difficile
anche fingendo che fossero più vecchi e antichi di quanto
non erano.
Cose che capitano agli scrittori
che non riescono più a scrivere e lo stesso vogliono
continuare a volare.
Ma senza le farfalle
e forse anche senza
il vento minimo
necessario.

Io nel libro

Questo gioco l'ho trovato sui blog di Arcobalandia e Ferruccio Gianola.
Mi è piaciuto molto e lo ripropongo qui su Word in Progress.
Non si vince, non si perde, nessuno viene preso in giro alla fine del gioco.
È un modo divertente per condividere le nostre letture.
Unica regola: rispondete istintivamente, senza starci a pensare troppo.
Non sono ammesse risposte del tipo: "Ho tanti libri/personaggi preferiti...".
Ecco qui le domande:
  1. In chi mi immedesimo:
  2. La mia citazione:
  3. La mia ambientazione:
  4. Mi ha fatto riflettere:
  5. Compagni d’avventure:
  6. Il mio mentore:
  7. Il mio titolo:
  8. Mi ha fatto ridere:
  9. Mi ha fatto piangere:
  10. Il mio finale:
Questa è la mia variante del gioco. Il gioco funziona se partecipate lasciando i vostri commenti!
Per incoraggiare la discussione, lascerò il mio sotto a questo post!
Forza, non siate timidi!

venerdì 6 aprile 2012

La parola del giorno - 06/04

«Vorrei entrare dentro i fili di una radio
E volare sopra i tetti delle città
Incontrare le espressioni dialettali
Mescolarmi con l’odore del caffè
Fermarmi sul naso dei vecchi mentre leggono i giornali
E con la polvere dei sogni volare e volare
Al fresco delle stelle, anche più in là» [...]

Poesia.
Questa potrebbe sembrare una poesia, ma è l'inizio del testo della canzone "Le rondini" di Lucio Dalla.
Però si può dire... è poesia. Di tutte le sue canzoni, questa è quella che preferisco, sia per la melodia che per il testo. Questa parte, in particolare, è quella che mi piace di più, perché tutte le volte che l'ascoltavo mi immaginavo di diventare grande quanto una mosca e di volare sopra i tetti, tra le nuvole, tra le case, sfiornado i lampioni, le macchine, le vetrine... Ho sempre sognato di essere invisibile per poter vedere cosa succede intorno a me. Non per mera curiosità, ma per capire come comprendere meglio gli altri.
La parola di oggi è: Rondine.
Perchè si dice una rondine non fa primavera, ma... due o tre? Quelle che ho sentito cinguettare stamattina? Si possono considerare foriere della stagione dei fiori?
Direi di si...!

:-)